Le pensioni pagate all'estero e le migrazioni per motivi fiscali

Secondo gli ultimi dati INPS, quello dei pensionati che scelgono l'estero per godersi la quiescenza è un trend in calo: crescono però le quotazioni di Tunisia e Albania, mentre diminuiscono (soprattutto per ragioni fiscali) quelle del Portogallo

Alberto Brambilla

Nonostante si pensi spesso il contrario, sono sempre meno le pensionate e i pensionati italiani che si trasferiscono all’estero. 

Secondo gli ultimi dati disponibili, i Paesi preferiti dai pensionati italiani che si trasferiscono per motivi di convenienza fiscale o perché il costo della vita è minore rispetto all’Italia, sono la Spagna, seguita dalla Tunisia (Hammamet risulta particolarmente apprezzata dai dipendenti pubblici) e dalla Romania, oltre al classico Portogallo che, dal 2024, però non concede più benefici fiscali ai nuovi arrivati mentre li mantiene per 10 anni per quelli ante 2023. Cresce anche l'Albania, mentre sono circa 750 in Grecia e Thailandia, oltre 710 nel Principato di Monaco 285 a Malta e 112 negli Emirati Arabi Uniti. 

In Spagna, nel 2023, si sono trasferiti 536 pensionati (451 del 2022) per un totale di circa 8.417 italiani cui l’INPS paga nel complesso circa 147 milioni di euro per pensioni che sono di importo medio mensile, per 13 mensilità, pari a 1.339 euro (una media di 17.500 euro l’anno). Nel quinquennio 2019-2023 si sono trasferiti nel Paese circa 2.300 pensionati, ponendo la Spagna al primo posto nelle scelte degli italiani grazie al sistema fiscale che prevede aliquote fiscali più basse di quelle italiane, oltre a esenzioni e detrazioni di imposte (6.500 euro per i pensionati con un’età tra i 65 e i 75 anni, 7mila per quelli over 75) sui redditi esteri e detrazioni per spese mediche. Il costo della vita, nelle zone meno centrali, è poi contenuto. 

Dal 2024 invece si è ridotto il flusso dei pensionati italiani che si trasferiscono in Portogallo perché, da quella data, sono state eliminate le norme fiscali di favore istituite nel 2009 per i pensionati provenienti da altri Paesi; nel quinquennio 2019-2023 il flusso di nuovi arrivi (2.000 nel 2023) si è ridotto di oltre l’83%. Tuttavia, il Portogallo anche nel 2023 è il Paese in cui si paga il maggior importo complessivo pari a 157,4 milioni, con un importo medio annuo lordo di 48.000 euro pari a una pensione mensile di 3.700 euro, per un totale di pensionati residenti pari a 3.365. 

Per i pensionati che si sono trasferiti nel 2023, l’importo medio della pensione è stato di 2.631 euro. La Tunisia, e soprattutto la zona e la città di Hammamet, vede in aumento dei pensionati italiani che la scelgono come meta post lavoro; tra il 2019 e il 2023 si sono trasferiti nel Paese circa 1.000 pensionati convinti da un sistema fiscale che prevede una no tax area per l’80% del reddito, con la possibilità di detrazioni fiscali per le persone a carico, e aliquote fiscali modeste con esenzione totale fino a 1.500 euro e un massimo del 35% per redditi superiori a 50 mila euro. Gli ex dipendenti statali, che non beneficiano della pensione lorda se risiedono all’estero, rappresentano il 63% dei pensionati italiani che vivono a Hammamet e dintorni. Nel 2023 l’importo per le pensioni pagato dall'INPS in Tunisia ai circa 1.880 pensionati è stato di 87 milioni, con un reddito medio pensionistico lordo annuo di 46.350 euro, pari a una pensione mensile di 3.564 euro. In totale gli italiani che lavorano o risiedono in quella zona sono altre 4mila. 

Sempre nel quinquennio 2019/23, i pensionati italiani che si sono trasferiti in Romania sono stati circa 500 (100 pensionati nel 2023) e, in base agli accordi con l’Italia, in Romania si può ricevere la pensione al lordo delle imposte pagando sulle pensioni estere una aliquota forfettaria del 10%. In Albania, negli ultimi 5 anni, si sono trasferiti 200 pensionati (100 nel solo 2023), perché il Paese dal 2021 offre l’esenzione fiscale totale sui redditi da pensione. Nel 2023 l’INPS ha pagato complessivamente 13 milioni di euro a circa 400 pensionati, per un importo annuo lordo di 30.525 euro e una rendita mensile media di 2.350 euro.

Trascurabili i trasferimenti di pensionati negli altri Paesi, quali la Grecia che offre un’aliquota agevolata del 7% per 15 anni (37 trasferimenti), Cipro, dove c’è già una discreta comunità italiana che offre una aliquota fissa del 5% sui redditi (3 trasferimenti), Malta con un’aliquota del 15% ma occorre essere proprietari di un immobile di circa 280mila euro, e Slovacchia. Pochi trasferiti in Croazia che offre un’aliquota fiscale tra il 12% e il 18%, e Slovacchia e Sudafrica che invece prevedono la totale esenzione delle imposte. 

Negli ultimi dieci anni il numero totale di pensionati nati in Italia o stranieri che si sono trasferiti all’estero è passato dai circa 5.700 del 2018-19, a 3.600 del 2020-21, per poi arrivare nel 2022 a circa 4.600 e superare le 5.500 unità nel 2023-24. I pensionati interessati sono soprattutto titolari di pensioni dirette. Il 43,9% di quelli che si trasferiscono all’estero è costituito da stranieri, in aumento del 77,0% nel corso degli ultimi sette anni che tornano, in generale, nei Paesi da cui sono emigrati per venire in Italia a partire dagli anni Ottanta. Una volta maturati i requisiti per la pensione italiana, in regime nazionale o internazionale, molti di essi hanno scelto di fare ritorno nel proprio Paese d’origine, contribuendo così all’aumento del numero di pensioni pagate all’estero. Nel 2024, i pensionati stranieri che hanno lasciato l’Italia sono stati complessivamente 2.428, pari al 43,9% del totale dei pensionati che si recano all'estero con prevalenza delle donne, che rappresentano il 76,2% e sono il 62,1% del totale delle pensionate che hanno lasciato l’Italia. 

Il 74% del totale dei pensionati stranieri si trasferisce in Europa, il 13% in Asia, il 5,6% in America meridionale e il 4,5% in Africa; nel 2024, 535 si sono trasferiti in Romania, 387 in Ucraina, 219 nelle Filippine, 123 in Bulgaria, 127 in Polonia, 83 in Croazia e in altri Paesi, tra cui Tunisia, Moldavia, Albania, Perù, Senegal, Sri Lanka tra le 40 e le 19 persone; tutte nazioni da cui proviene gran parte dell’immigrazione. Nel periodo 2018-2024, il numero dei pensionati italiani che si sono trasferiti all’estero per vari motivi, tra i quali il costo della vita più basso, un clima più gradevole o per ricongiungimento familiare, e soprattutto per un regime fiscale più favorevole, ha registrato un calo complessivo del 23,8%. Nel 2024 si sono trasferiti all’estero 3.102 pensionati italiani, con un decremento nel quinquennio del 10%, rallentato soprattutto dalla pandemia che ha ridotto i flussi per motivazioni legate alla tutela sanitaria italiana. Il maggior numero di pensionati che hanno lasciato l’Italia si è spostato in Tunisia (336 pensionati), in Albania (134) e in Romania (125). Tra i pensionati che scelgono di trasferirsi all’estero, le donne rappresentano il 36,4%, in diminuzione rispetto al 38% del 2023.

Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali

25/11/2025

L'articolo è stato pubblicato sul Corriere della Sera, L'Economia del 24/11/2025
 
 
 

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