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Evergreen quotato per il tech: il modello di Hamilton Global Opportunities

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Categorie Categorie Intervista, Investimenti

Un modello scalabile basato su accesso diretto a opportunità non quotate e capitale permanente, coniugando strategie tipiche dei private market con liquidità e trasparenza di mercato tipica di una società quotata: l’approccio di Hamilton Global Opportunities

«Ricerca di leader e talenti su cui investire per una corretta execution, puntando sulla continua spinta all’innovazione e guardando agli USA come principale mercato di riferimento». Questo il modello di Hamilton Global Opportunities (HGO), Holding di Partecipazioni quotata sullo Euronext Growth di Parigi dal 2021 dopo aver maturato un 12 anni di track record come società privata.

Lo scorso dicembre, HGO ha annunciato la sua prima exit attraverso un secondary public offering di azioni in Miami International Holdings (MIAX), quotata da agosto sul NYSE, a seguito di un investimento iniziale avvenuto nell’ottobre 2021 cui ha fatto seguito un successivo follow up nel maggio 2022.

Un’operazione che ha confermato la decisione strategica di capitalizzare la crescita di aziende growth, fornendo capitale paziente e a lungo termine a società il cui modello di business ha un rilevante contenuto tecnologico.

Il modello di business e le differenze rispetto a  un “tradizionale” operatore nei private market

«Cinque anni fa abbiamo deciso di strutturarci come un Veicolo di Capitale Permanente», spiega Gustavo Perrotta, fondatore e CEO di HGO. La società effettua investimenti di minoranza con orizzonte temporale di uscita tra i 3 e i 5 anni e con l’obiettivo, dopo ogni exit, di destinare agli azionisti parte della creazione di valore tramite distribuzione di dividendi. Un modello che punta a generare ritorni decorrelati nel medio-lungo periodo, coerentemente con la natura degli investimenti sottostanti.

«A differenza di un fondo tradizionale, diamo la possibilità ai nostri azionisti di partecipare ai private market attraverso uno strumento public».

Questa scelta offre dei chiari vantaggi e l’accesso a strategie tipiche del private equity e del venture capital, con una struttura di costi più lineare, offrendo al contempo trasparenza tipica di un veicolo quotato e accesso continuo alla liquidità di mercato seppur ancora in maniera limitata.

«Elevata trasparenza, struttura di costi contenuta, visibilità, scalabilità del modello altamente innovativo e possibilità di exit sul mercato sono sicuramente le caratteristiche più rilevanti del nostro modus operandi».

Le linee guida nella selezione delle aziende target

Il punto di partenza riguarda chiaramente l’attenzione posta nella selezione di aziende con modelli di business scalabili, accesso a mercati ampi e chiare opportunità di crescita, in cui un ruolo fondamentale viene ricoperto dal capitale umano.

«Da sempre poniamo grande enfasi nella scelta finale dell’investimento sulla qualità del management team della società target: una leadership forte, di grande impatto e con track record rilevante è la nostra priorità assoluta nel processo di due diligence».

A ciò  si aggiunge l’importanza di mantenere un approccio disciplinato in termini di diversificazione settoriale, mantenendo sempre un focus sulla capacità di innovazione e su chiare linee guida per la creazione di valore: «dimensione del mercato di riferimento, accesso a fonti di capitale e velocità di esecuzione rappresentano per noi i principali driver di crescita».

«Di grande rilevanza è ancora la scelta dello strumento finanziario da utilizzare per ogni investimento (equity, debito, convertibile)», di modo da poter cogliere le opportunità migliori anche in base alle condizioni di mercato.

L’incertezza dell’attuale fase di mercato e le scelte di investimento

Una grande importanza viene posta, inoltre, sulla protezione del capitale, cercando di garantire agli investitori ritorni continuativi e con bassa correlazione rispetto ai mercati tradizionali. Aspetto particolarmente di rilievo soprattutto in contesti come quello attuale caratterizzati da elevata volatilità, in cui affidarsi a fonti di rendimento decorrelate all’interno del portafoglio e il mantenimento di una visione di medio lungo periodo assumono ancor più importanza.

Lo scoppio della guerra in Iran ha confermato come le tensioni geopolitiche continuino a dominare lo scenario internazionale, con i mercati che hanno reagito all’incertezza legata all’evoluzione del conflitto e alla situazione dello stretto di Hormuz. L’impennata dei prezzi del greggio ha riacceso le preoccupazioni circa una nuova fiammata inflazionistica che pone di fronte alle banche centrali lo spettro stagflazione, rafforzando l’importanza della diversificazione del portafoglio e un approccio disciplinato nella gestione del rischio.

«Bisognerà saper gestire incertezza e volatilità con grande attenzione e lucidità sul lato risk management, consci del fatto che si sta creando un nuovo “disordine” mondiale. Si apre una nuova fase all’interno della quale l’instabilità dei mercati potrebbe diventare la normalità, almeno nel breve e medio periodo».

«Da sempre focalizziamo la nostra attenzione sulle società in fase di crescita e, in questa ottica, continuiamo a cercare storie che possano avere un impatto e value creation a lungo termine. L’orizzonte temporale di riferimento si sposta pertanto necessariamente in avanti, allineato con il nostro modo di investire e ragionare: HGO nasce come provider di capitale paziente».

USA e settore tech: “rischio bolla”?

Nonostante il forte rialzo delle valutazioni, il settore tecnologico resta protagonista di un megatrend di lungo periodo che ha il suo epicentro negli Stati Uniti.

«L’America continua a rappresentare comunque la grande opportunità a livello globale, in cui resilienza economica, crescita, leadership in tech, innovazione, ricerca e sviluppo restano capisaldi rilevanti».

Anche il rischio di una bolla speculativa legata al boom dell’intelligenza artificiale non sembra rappresentare lo scenario predominante, quanto piuttosto un contesto in cui la dispersione tra vincitori e vinti è destinata ad aumentare, rendendo centrale il processo di selezione.

«Scalabilità e time to market insieme ad accesso a grandi capitali si palesano come un vantaggio competitivo enorme all’interno del mondo tech», chiosa Gustavo Perrotta.  

Le opportunità per gli investitori istituzionali e il wealth management

«HGO è un evergreen quotato in grado di offrire in maniera semplice e chiara una strategia di investimento focalizzata nel sostenere società in fase di crescita e che abbiano un modello di business a forte contenuto tecnologico. L’obiettivo è quello di offrire ritorni a lungo termine asimmetrici rispetto ai mercati tradizionali e, ove possibile, condividere parte della creazione di valore attraverso il pagamento di dividendi».

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