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Invecchiamento della popolazione e ruolo del welfare contrattuale

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Categorie Categorie Previdenza complementare, Fondi sanitari, Formazione, Non autosufficienza

Le transizioni demografiche in corso richiedono politiche di welfare sempre più mirate per affrontare le nuove sfide, tra cui quella rappresentata da una società che invecchia: il punto di vista, e le iniziative, di Confcommercio

L’invecchiamento della popolazione è una priorità, in termini di programmazione sociale per il nostro welfare, ma deve diventare anche un’opportunità, affinché gli interventi per contrastare la denatalità trovino alleanze in misure dirette a sostenere l’economia del Paese investendo nelle caratteristiche della sua popolazione.

L’allungamento dell’aspettativa di vita che si accompagna al calo della natalità, con conseguente spopolamento delle fasce di lavoratori più giovani,  ha generato un incremento dell’età pensionabile, portando così a una maggiore permanenza al lavoro delle figure più senior. Tutto ciò implica che le imprese debbano adottare una nuova prospettiva di gestione della forza aziendale, la cui composizione varia e si orienta verso un maggior numero di lavoratori over 50 che oggi rimangono attivi nel mercato del lavoro per molto più tempo.

In questo contesto assume un rilievo fondamentale per le imprese l’adozione di politiche di age management con valorizzazione dei lavoratori Silver, come custodi di un fondamentale bagaglio di conoscenze e competenze. È necessario lavorare su percorsi che possano comprendere appieno tutte le fasce di lavoratori, senza generare disparità e discriminazione, creando stereotipi negativi che potrebbero contrastare una politica di inclusività e valorizzazione delle competenze.

Le più efficaci strategie di age management mettono a punto attività di tutoraggio per la trasmissione intergenerazionale del know-how, di staffetta generazionale, valutando riduzioni e rimodulazioni degli orari di lavoro e incentivi all’utilizzo del part-time. Inoltre, va posta attenzione anche a esigenze di accompagnamento alla pensione, senza tralasciare l’impatto psicologico che questo grande cambiamento rappresenta nella vita della persona, facendo ricorso a opportunità quali la modifica del ruolo, il miglior coinvolgimento nell’avvicendamento professionale e la prospettazione delle opportunità che si presentano al termine dell’attività lavorativa “principale”.

Importante elemento da considerare è poi l’attenzione alla formazione continua, che non riguarda solo il giovane lavoratore che deve ancora acquisire o perfezionare le sue conoscenze, ma tutta la popolazione aziendale. Nell’ambito di una cultura di inclusività e promozione dell’invecchiamento attivo, con la valorizzazione del lavoro in tutto l’arco della carriera, i Silver devono essere accompagnati nei percorsi di evoluzione e transizione delle aziende, come ad esempio nelle ipotesi di introduzione di innovazioni tecnologiche, con iniziative di formazione che forniscano loro gli strumenti per rimanere attivi e integrati nel contesto lavorativo.

Questi sono i principi che Confcommercio sostiene da tempo nelle sedi istituzionali in cui si discute di riforme pensionistiche, flessibilità in uscita e ricambio occupazionale.

La Confederazione ha da sempre una cultura che vede la bilateralità come protagonista: fondi di previdenza, assistenza, formazione, ma anche enti bilaterali territoriali sono attori importanti per il welfare contrattuale e contribuiscono con le loro azioni a creare valore con un’attenzione ai percorsi generazionali e all’incremento dell’aspettativa di vita.

La cultura previdenziale e l’impulso allo sviluppo della previdenza complementare, con i vantaggi che genera quella di origine contrattuale, per noi rappresenta una risposta al problema della discontinuità delle carriere con generazione di tassi di sostituzione più bassi e che interessa non solo il lavoro dipendente, ma anche quello autonomo, piccoli imprenditori e imprenditrici del terziario, che sono sempre più il motore economico di crescita del nostro Paese e che devono poter avere un futuro pensionistico. Va sostenuta attraverso una leva fiscale più significativa di quella esistente sul fronte della contribuzione, della tassazione sui rendimenti e delle prestazioni, nonché basata su strategie life-cycle per la costruzione di una posizione che possa realmente avere una funzione integrativa e rispondere ai bisogni che scaturisco dall’allungamento della vita media.

Confcommercio porta avanti questi principi con  il rafforzamento delle tutele che fanno capo ai fondi di previdenza di cui è parte istitutiva: ne sono un esempio l’estensione alla platea del lavoro autonomo per Fon.Te e la costruzione di un sistema a tre pilastri per il CCNL dirigenti che vede affiancarsi al fondo Mario Negri il fondo Pastore, non solo dedicato alla previdenza integrativa, ma anche alla garanzia per infortuni professionali ed extraprofessionali, nonché per il rischio non autosufficienza. Rimanendo in tema di non autosufficienza, la copertura, in forma di rendita, per i dirigenti si completa con Fasdac che affianca alla medesima anche garanzie legate ai ricoveri di lunga degenza e prestazioni domiciliari, noleggio di ausili e telemedicina.

L’assistenza a lungo termine rappresenta per il nostro Paese una priorità assoluta alla luce dei processi, non solo demografici, ma anche sociali quali il mutamento nella famiglia in atto, di fronte alla quale, tuttavia, oggi ci si trova per molti aspetti impreparati; sostenere una spesa per la Long Term Care significa integrare ancora una volta spesa pubblica e spesa privata.

Questa consapevolezza ci ha portati a rafforzare l’offerta sanitaria nella medesima direzione anche per Fondo Est e per Quas attraverso garanzie per invalidità permanenti che coprono assistenza domiciliare, ausili, trattamenti fisioterapici nel primo caso e, tramite la costruzione di un programma di assistenza per la persona non autosufficiente diretta a rimborsare prestazioni sociosanitarie non incluse nel nomenclatore, nel secondo.

Il progressivo miglioramento delle condizioni sociali e sanitarie ha prodotto esiti positivi per il benessere della popolazione che si traducono in un aumento della longevità: un’aspettativa di vita più lunga, un orizzonte temporale maggiore davanti sé, con l’obiettivo che sia in condizioni di buona salute. Questi elementi hanno indirizzato i fondi che fanno capo a Confcommercio a insistere su politiche e tutele rivolte alla prevenzione, da una parte, e alla cura della cronicità e della non autosufficienza dall’altra.

LB
Laura Bernini, Responsabile Settore Welfare pubblico e privato Confcommercio

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