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La regionalizzazione di IRPEF e IVA: cosa dicono i dati?

Economia e Società
Categorie Categorie Fisco

L’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali ripropone il quadro di un Paese spaccato, evidenziando un divario territoriale tra Nord e Sud sia tra numero di contribuenti sia a livello di ammontare delle imposte versate. Uno squilibrio, solo in parte spiegato dalle divergenze socio-economiche tra regioni, che aumenta le difficoltà di finanziamento del sistema di welfare

Il totale dei redditi dichiarati nel 2025 ai fini IRPEF è ammontato a 1.076 miliardi, per un gettito IRPEF generato – al netto di TIR e detrazioni – di 216,24 miliardi (di cui 193,316 miliardi relativi all’IRPEF ordinaria), in aumento del 4,39% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali sulle dichiarazioni IRPEF, realizzato sulla base dei dati MEF e Agenzia delle Entrate relativi ai redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025.

La rielaborazione dei dati mostra però alcune distorsioni del fisco italiano e in particolare un forte squilibrio tra chi effettivamente paga l’imposta, e quindi contribuisce a sostenere il nostro sistema di welfare, sia tra soggetti sia a livello regionale. Innanzitutto, vale la pena sottolineare che su una popolazione di poco meno di 59 milioni di cittadini sono 42,838 milioni quelli che hanno presentato una dichiarazione dei redditi, ma a versare almeno 1 euro di IRPEF sono solo 34,105 milioni residenti, vale a dire poco più della metà degli italiani. Non solo, tra i dichiaranti il 78,67% dell’intera IRPEF è pagato da circa 12,945 milioni di contribuenti, mentre i restanti 29,893 milioni ne pagano solo il 21,33%. Più nel dettaglio, il 18,78% dei contribuenti – vale a dire quanti dichiarano redditi dai 35mila euro in su – corrispondono da soli il 65% di tutta l’IRPEF. 

Un divario molto evidente anche a livello territoriale, e che riflette in parte le differenze economiche e occupazionali tra le regioni. Nel dettaglio, permane un forte gap tra numero di residenti per singola regione e numero di versanti: il Nord con 27.513.467 di abitanti ha il 64,2% di versanti imposte, nel Centro il rapporto con gli 11.698.912 di residenti è pari al 59,5%, mentre al Sud su 19.731.085 abitanti i versanti sono il 47,9%.

Complessivamente, le regioni settentrionali versano allo Stato 122,4 miliardi di euro, pari al 56,6% di tutta l’IRPEF totale, con il 49,8% dei contribuenti complessivi e il 51,8% dei versanti, con la sola Lombardia che corrisponde il 22,5% dell’IRPEF per un totale di 48,8 miliardi di euro, più di tutto Centro e di tutto il Sud. Le regioni del Centro versano infatti 47 miliardi di euro contribuendo al 21,7% del gettito IRPEF, mentre il Sud versa il 21,6% delle imposte, per un valore complessivo pari a 46,8 miliardi di euro. Ne consegue anche un forte disparità a livello di IRPEF pro capite: è di 4.448 euro al Nord, 4.020 euro al Centro e 2.371 euro al Sud. Tutte le regioni del Nord, ad eccezione della Liguria, sono sopra i 4mila euro, con 4.845 euro pro capite per la Lombardia; al Centro primeggia il Lazio (4.300 euro) mentre al Sud, tranne l’Abruzzo con 3.086,14 euro pro capite, tutte le altre regioni presentano valori inferiori ai 3mila euro con la Calabria con 2.090 euro. In rapporto ai versanti, l’imposta media a livello nazionale è di 6.340 euro, con Nord e Centro che presentano valori superiori, rispettivamente pari a 6.925 euro e 6.751 euro, e il Mezzogiorno al di sotto, con 4.947 euro e solo Abruzzo, Molise e Campania sopra i 5mila euro.

Tabella 1 – L’IRPEF pro capite versata dalle regioni nel 2024

L’IRPEF pro capite versata dalle regioni nel 2024
Fonte: Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2026 dedicato alle dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF,
 Itinerari Previdenziali

Dati che, come detto, sono chiaramente influenzati anche dalle diverse dinamiche salariali, demografiche e del tessuto economico, ma che ripropongono il tema di un Paese spaccato, come emerge anche dall’analisi delle altre principali imposte dirette e indirette, tra cui l’IVA che, dopo l’IRPEF, contribuisce fortemente alle entrate del bilancio statale. Nel 2024, il Nord, dove risiede circa il 47% della popolazione italiana, ha contribuito per il 62,9% con una spesa pro capite (per abitante) annua pari a 3.613 euro; il Centro ha versato il 25,9% a fronte di una popolazione pari a circa il 20% del totale e con un pro-capite di 3.497 euro l’anno, mentre il Sud ha contribuito per il 10,6% con il 33% della popolazione e un pro capite annuo di soli 849 euro.

A livello di singole regioni, la Lombardia contribuisce per 55,8 miliardi, pari al 35,3% del totale, seguita dal Lazio con 30,24 miliardi (19,1%); più distanziata la terza regione, la Campania, con un gettito di 5,45 miliardi (3,4%). Calabria e Sicilia, invece, sono all’ultimo posto con un versamento pro capite rispettivamente di 552 e 695 euro annui; ai primi due posti, la Lombardia con 5.566 euro e la provincia autonoma di Bolzano con 5.333 euro.

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