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Studio Swisscanto sulle Casse pensioni svizzere: maggiore remunerazione dal 2000

Pensioni
Categorie Categorie Previdenza complementare

Il 26esimo Studio Swisscanto sulle Casse pensioni svizzere mostra per il 2025 i più alti tassi di remunerazione dal 2000. Al netto dell’inflazione, gli aderenti hanno ottenuto un rendimento reale medio del 4,6%, il più elevato degli ultimi 25 anni. Le disparità sono però evidenti: il 10% con i migliori risultati ha infatti riconosciuto un rendimento reale del 9,25%, mentre quelle meno efficienti si sono fermate al 2%. Su un orizzonte di cinque anni, la differenza equivale a ben 26 punti percentuali

a cura di Swisscanto

Secondo il 26esimo Studio di Swisscanto sulle Casse pensioni svizzere, queste ultime hanno registrando risultati estremamente positivi. Alla fine del 2025, il grado di copertura delle Casse pensioni del settore privato ha raggiunto il 119,6%, il secondo livello più elevato da quando Swisscanto conduce lo studio, dal 2000. Ciò significa che le riserve sono sufficientemente solide da consentire alla maggior parte delle Casse di migliorare le prestazioni offerte agli assicurati.

Questa solida situazione finanziaria si riflette negli elevati tassi di remunerazione riconosciuti agli assicurati: nel 2025 le Casse pensioni hanno aumentato, per il terzo anno consecutivo, la remunerazione applicata agli asset previdenziali degli assicurati attivi. Il rendimento reale medio delle oltre 500 Casse pensione prese in considerazione per la survey è pari al 4,6%, il livello più elevato registrato negli ultimi 25 anni.  

In aumento la disparità tra i tassi di remunerazione

Aumentano i tassi di remunerazione, ma anche le differenze tra le diverse Casse. Nel 2025, confrontando il 10% dei fondi più performanti con il 10% di quelli meno performanti, si evidenzia un divario significativo. Mentre le Casse con i rendimenti più elevati hanno riconosciuto agli aderenti in media un tasso del 9,25%, quelle posizionate agli ultimi posti si sono fermate a una media del 2%.

La differenza tra i due gruppi – ciascuno composto da circa 50 Casse – ammonta a ben 26 punti percentuali nell’arco di cinque anni. Stiamo pertanto parlando di somme considerevoli, di cui molte persone non si rendono conto. Considerando che il patrimonio previdenziale medio degli assicurati attivi si aggira intorno ai 200mila franchi svizzeri, le Casse più performanti hanno accreditato sui conti dei propri assicurati circa 52mila franchi in più nell’arco di cinque anni.

La performance annua è determinante

Nel corso del 2025, le Casse pensione svizzere hanno registrato una performance netta media del 6%, il quinto miglior anno di investimento degli ultimi dieci. La performance era stata più elevata nel 2024 (7,6%), ma nel 2025 è comunque nettamente superiore alla media decennale, pari al 4%.

La performance rappresenta il principale fattore nel determinare la remunerazione degli assicurati. I dati mostrano chiaramente la correlazione tra performance ottenuta e tasso di remunerazione: nel 2025, il 10% delle casse che ha registrato i migliori rendimenti nel corso degli ultimi cinque anni ha riconosciuto in media un tasso del 6,7%. Il 10% delle Casse con i risultati più deboli, invece, ha riconosciuto in media soltanto il 3,4%.

Figura 1 – Rendimenti medi delle Casse più performanti e delle Casse meno performanti
a confronto

a confronto
Fonte: 26esimo Studio di Swisscanto sulle Casse pensioni svizzere

Le performance dipendono in larga misura dall’asset allocation che varia notevolmente da una Cassa all’altra. Nonostante i bassi tassi d’interesse, alcune continuano a puntare principalmente sulle obbligazioni, mentre altre hanno assunto rischi maggiori. In questo contesto, le obbligazioni si stanno rivelando un freno. Le Casse pensione che hanno ottenuto i migliori risultati detengono infatti solo il 18% del patrimonio in obbligazioni, mentre tra le Casse meno performanti questa quota è più che doppia. Al contrario, l’esposizione azionaria ha raggiunto un nuovo massimo storico al 34,5%. Le obbligazioni, di contro, hanno perso costantemente importanza negli ultimi anni e rappresentano ormai in media solo il 27,3% dei portafogli. Al terzo posto si colloca il settore immobiliare, meno esposto rispetto alle azioni e alle obbligazioni alle fluttuazioni con una quota del 24,8%.

Le Casse con i rendimenti più elevati investono una quota significativamente maggiore in azioni (35,8%) rispetto a quelle con performance inferiori (30,9%). Le differenze sono particolarmente marcate anche nel settore immobiliare. Mentre questa classe di attività rappresenta il 29,5% del portafoglio medio dei fondi più performanti, incide solo per il 21,5% su quelli meno performanti. Oltre alle notevoli differenze in termini di investimenti nelle tre principali classi di attività, si riscontrano differenze significative anche negli investimenti alternativi. Con un’allocazione del 9,5%, i fondi del primo decile più performante investono in questa categoria molto più della media. Al contrario, gli investimenti alternativi rappresentano solo il 4,2% del patrimonio dell’ultimo decile.

In sintesi, i dati suggeriscono che una maggiore esposizione agli strumenti di crescita, in particolare alle azioni, ha contribuito in modo determinante ai risultati superiori ottenuti dalle Casse pensioni più performanti, mentre una maggiore allocazione obbligazionaria ha limitato le performance.

Figura 2 – Allocazione degli attivi (2016-2025)

Allocazione degli attivi (2016-2025)
Fonte: 26esimo Studio di Swisscanto sulle Casse pensioni svizzere
Trasferimenti a livelli record

Queste differenze assumono un’importanza ancora maggiore se si considera che le Casse pensioni trasferiscono agli aderenti una quota sempre più elevata della performance annuale realizzata. Se nel 2023 gli interessi accreditati rappresentavano in media il 48% della performance netta, nel 2024 questa percentuale è salita al 56%.

Lo scorso anno le Casse pensioni hanno trasferito agli assicurati oltre tre quarti della performance media conseguita, precisamente il 78%. Si tratta del valore più elevato registrato negli ultimi dieci anni.

Le liquidazioni del capitale superano per la prima volta le rendite

Nel 2025, per la prima volta, oltre la metà del patrimonio previdenziale (51%) è stato riscattato sotto forma di capitale invece che ricorrere alla rendita.

Secondo l’indagine condotta tra gli aderenti, il ritiro in capitale è oggi addirittura la soluzione preferita: tra gli assicurati di età superiore ai 58 anni, il 36% ha effettuato un ritiro totale o parziale in capitale. Il 35% ha optato per la rendita, mentre la restante non ha ancora percepito alcuna prestazione. Le considerazioni che spingono le persone a optare per il prelievo in capitale non sono solo di natura fiscale. Infatti, la ragione citata di gran lunga più spesso è il desiderio di flessibilità finanziaria (43%). Anche la libertà di decidere autonomamente come investire il proprio patrimonio o di delegare la gestione dei capitali risparmiati è spesso menzionata (36% in entrambi i casi). I vantaggi fiscali sono citati dal 25% degli intervistati.

Investimenti ESG: le differenze si riducono

Per anni, gli investimenti ESG sono stati appannaggio solo delle grandi Casse. Dal 2024, però anche le Casse più piccole stanno aumentando la quota in investimenti ESG. Nei due gruppi di Casse più piccole, questa asset class ha registrato un forte aumento nel 2025: per gli enti con un patrimonio d’investimento inferiore a 50 milioni di franchi, la quota degli investimenti ESG è passata dal 21,8% al 31%. Tra le Casse con un patrimonio d’investimento compreso tra 50 e 100 milioni di franchi, l’aumento è ancora più marcato, poiché la quota degli investimenti ESG è passata dal 36,9% al 46,6%.

Sostenibilità

Negli ultimi anni, numerose Casse pensione hanno integrato criteri ESG nei propri regolamenti di investimento. Nel 2025, ciò valeva per oltre un terzo di esse, contro solo l’8% nel 2015. Le direttive ESG sono molto più diffuse tra i fondi di diritto pubblico che tra quelli privati. Più di due terzi dei fondi di diritto pubblico, ma solo circa la metà di quelli privati, le hanno integrate nei propri regolamenti.

La definizione di criteri ESG va generalmente di pari passo con la misurazione delle emissioni di gas serra nel portafoglio. Circa un terzo dei fondi misura, almeno in parte, le emissioni di CO2 dei propri investimenti. Negli ultimi anni, questa quota si è stabilizzata intorno al 35%.

Il confronto tra fondi piccoli e grandi mostra chiaramente che quelli che gestiscono più di 500 milioni di franchi sono più proattivi in materia di sostenibilità: quasi due terzi dei fondi grandi misurano le emissioni dei loro portafogli, contro solo il 17% di quelli piccoli. Le grandi Casse hanno anche obiettivi di riduzione nettamente più ambiziosi. Più di un quarto si pone degli obiettivi, contro solo il 5% delle piccole Casse.

La maggior parte delle Casse non intende allentare i propri criteri ESG, ad esempio rinunciando all’esclusione degli investimenti legati all’industria degli armamenti. Nel complesso, la situazione rimane stabile: il 2% delle Casse ha rafforzato i propri requisiti e solo l’1% li ha attenuati. Al contrario, il 28% degli enti previdenziali non tiene conto di alcun criterio ESG nel proprio processo di investimento.

Investimenti alternativi

Dopo aver registrato a lungo una forte crescita, negli ultimi anni gli investimenti alternativi nei portafogli delle Casse si sono stabilizzati. Come nell’anno precedente, nel 2025 la loro quota è rimasta stabile al 5,3%. Guardando nel dettaglio alle sottocategorie di alternativi, si osserva comunque una tendenza al calo. La quota degli hedge fund, ad esempio, è scesa dallo 0,8% allo 0,6% lo scorso anno. Dieci anni fa era all’1,4%. Nel 2025, gli investimenti in società non quotate in Borsa hanno registrato un leggero calo, con il private equity che è passato dall’1,5% all’1,4%.


Informazioni sullo studio

All’edizione 2026 dello Studio svizzero sulle casse pensioni di Swisscanto hanno partecipato 528 istituti. Gli enti coinvolti rappresentano un patrimonio complessivo di 939 miliardi di franchi svizzeri e circa 4 milioni di assicurati.


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