I device digitali sono sempre più spesso tra le mani anche dei Silver più maturi, aprendo interessanti prospettive non solo per l’industria e il settore dei servizi ma anche per il benessere psico-fisico e sociale delle fasce più anziane della popolazione: ecco perché l’invecchiamento non deve temere l’innovazione tecnologica, ma guardare anzi al futuro con ottimismo
Con una certa leggerezza, si dà spesso quasi per scontato che il ricorso alla tecnologia causi ostilità nella popolazione più senior: un assunto con qualche fondamenta ma in buona parte confutato dall’ultima indagine Itinerari Previdenziali e Format Research su stili di vita e abitudini di consumo dei Longennial italiani.
Realizzata su un campione di 5.120 unità statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 50 anni, la survey – ospitata all’interno del libro del Professor Alberto Brambilla, “Longevity Economy. Da Silver a Longevity, la grande economia dei prossimi decenni” – dedica, infatti, un’intera sezione al rapporto tra gli over 50 e device tecnologici, restituendo la fotografia di una fascia anagrafica piuttosto “digitalizzata”. Malgrado una penetrazione già piuttosto consistente ma ancora al di sotto della media per gli over 75, i Longennial italiani si mostrano piuttosto avvezzi non solo all’utilizzo di telefoni di tipo smart ma anche alla navigazione sul web e all’utilizzo di social e app di messaggistica istantanea, impiegate sia per comunicare con familiari o amici sia per dialogare con la Pubblica Amministrazione.
I Silver e la tecnologia: l’uso di web, smartphone e app
Nel dettaglio, l’uso di internet tra gli over 50 si alza rispetto all’indagine realizzata nel 2022: mentre l’82,5% dei rispondenti dichiara di fare un utilizzo massiccio del web (+2%), il 7,3% del campione dichiara di farvi ricorso in maniera occasionale. Dato, ancora una volta in crescita (+2,1%), rispetto alla precedente rilevazione. A erodersi è proprio la percentuale di quella fetta di campione che risponde di utilizzare mai internet, che cala dal 14,3% del 2022 al 10,2% del 2025. A incidere notevolmente sui risultati complessivi sono però, come forse prevedibile, le risposte della platea dai 75 anni in su: tra gli ultra75enni sale infatti addirittura al 24,8% la percentuale di quanti non accedono mai alla Rete. Viceversa, il dato relativo alla fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni, nella quale si collocano oltretutto molti rispondenti ancora attivi sotto il profilo professionale, è ben al di sopra della media, tanto che in questo caso il 93,3% del campione dichiara di farvi ricorso regolarmente.
Figura 1 – L’utilizzo di internet da parte degli over 50

A riprova di una facilità di accesso alla Rete favorita negli ultimi anni, tra le altre cose, anche dalla sempre maggiore diffusione di telefoni di tipo smart, anche il possesso di smartphone cresce tra gli over 50, toccando complessivamente quota 94,4% (+9,4%). Al di là della media complessiva, anche qui incide significativamente la variabile anagrafica, con punte del 98% e del 97% rispettivamente tra i 50 e 64 anni e tra i 65 e i 74 anni di età, cui fa da contraltare il pur significativo 85,3% degli over 75. D’altro canto, 1 over 75 su 10 non dispone di alcun tipo di telefono cellulare (smart o non che sia), eventualità ormai fortemente residuale per le altre classi di età.
Tutti i Silver che usano Internet dichiarano poi di ricorrere anche a social media o app di messagistica istantanea. Aumenta in particolare la percentuale di quelli che lo fanno spesso, vale a dire il 78,4% degli intervistati (erano il 75,1% nel 2022). Tra le app più utilizzate in assoluto WhatsApp, che ha raccolto il 93,2% delle preferenze, seguito a distanza da Facebook con il 67,1% e da YouTube e Instagram, rispettivamente con il 28,6% e il 24,4%. La finalità prevalente, e trasversale alle diverse fasce di età, è quella relazionale.
I Silver e la tecnologia: social e app come strumenti per comunicare rapidamente
Il dato merita attenzione anche per il crescente ruolo esercitato dal web nella gestione del rapporto con la Pubblica Amministrazione, con molti servizi di carattere burocratico-amministrativo ormai fruibili con questa modalità (quando non addirittura esclusivamente online). Se infatti non sorprende che, in media, 9 Silver su 10 utilizzino tecnologie per comunicare con familiari e amici, forse meno scontato è il fatto che anche nella gestione di servizi e rapporti con la PA la maggioranza degli intervistati si appoggi al digitale (65,1%).
Anche in questo caso è tuttavia significativa la segmentazione per fascia anagrafica, tanto che il 24,7% degli intervistati con 75 anni o più lamenta difficoltà con SPID, password e altri sistemi di autenticazione, a fronte di una media complessiva del 19,8%. Guardando poi a chi preferisce evitare del tutto il web nella relazione con l’amministrazione pubblica, va evidenziato come la media del 15,2% dell’intero campione salga al 27,7% isolando la sola fascia dei Silver più anziani. Se si considera invece la suddivisione per livello di istruzione si rileva, piuttosto prevedibilmente, come la propensione a comunicare con la PA attraverso uno strumento tecnologico cresca di pari passo con titolo di studio e livello di istruzione. Basti pensare che tra chi è in possesso del diploma di scuola media inferiore più di 3 persone su 10 (il 35,6%) non utilizzano mai un device per interfacciarsi con la PA, percentuale che scende al 13,2% fra quanti hanno il diploma di scuola secondaria di secondo grado e si riduce ulteriormente tra i laureati (9,7% per i laureati triennali, 7,6% per i laureati magistrali o del vecchio ordinamento, 5,4% in caso di ulteriori specializzazioni post-laurea).
D’altra parte, proprio la penetrazione del digitale obbliga a ipotizzare che la quota di persone che utilizza strumenti tecnologici abitualmente sia destinata ad aumentare in modo importante nei prossimi anni, visto che, da un lato, crescerà sempre più il numero di operazioni che si potranno fare (talvolta persino in via esclusiva) tramite questi device e che, dall’altro, il progressivo scivolamento della popolazione verso le età senili determinerà l’ingresso nell’universo Silver di un numero sempre maggiore di persone che hanno già utilizzato la tecnologia per buona parte della loro vita. Due facce della stessa medaglia che tanto la Pubblica Amministrazione quanto il mondo dei servizi – non solo finanziari, assicurativi, bancari e così via, ma ad esempio anche di tipo ricreativo – non potranno fare a meno di considerare nella strutturazione della propria offerta e nella definizione delle proprie campagne di marketing e comunicazione.
I Silver, la tecnologia e l’offerta di informazione: i canali privilegiati
A questo proposito, un ulteriore aspetto che merita di essere approfondito (dato anche il peso crescente di quotidiani online, social media e newsletter come fonte di informazione) riguarda i canali maggiormente utilizzati per restare aggiornati sui temi dell’attualità. La survey Itinerari Previdenziali e Format Research evidenzia infatti come gli over 50 continuino a prediligere i media tradizionali come la TV e in particolare il telegiornale, cui si rivolge il 72,4% degli intervistati e addirittura l’83,3% della platea over 75. Seguono poi in ordine di preferenza quotidiani online o, più in generale, portali d’informazione: circa il 55% degli over 50 utilizza questo canale, mentre rispetto alla ripartizione per classi anagrafiche si riscontra una dinamica inversamente proporzionale all’età. Tra chi ha fra i 50 e i 64 anni la percentuale è del 63,8%, scende al 53,7% tra i 65-74enni e si abbassa ulteriormente tra gli ultra75enni (40,1%).
Figura 2 – I principali canali di informazione degli over 50 italiani

Al terzo posto si classificano talk show e programmi di approfondimento, con una distribuzione per età piuttosto omogenea, che oscilla tra il 31,1% dei 50-64enni e il 29,3% degli over 75. Meno utilizzati invece passaparola con amici o familiari e i social media o i forum, più graditi tra i 50-64enni (16,3%) e meno al di sopra dei 75 anni (11,4%).
Scenari e investimenti per il futuro
Nel complesso, l’indagine sembra dunque confermare alcuni luoghi comuni ma anche smentirne degli altri, offendo spunti di riflessione interessanti sul ricorso alla tecnologia e device digitali da parte di una fascia della popolazione ormai tutto sommato piuttosto avvezza all’universo digitale. Con alcune non trascurabili differenze, soprattutto (ma non solo) in relazione alla stratificazione anagrafica: il profilo dominante dei grandi utenti sul piano tecnologico è, infatti, quello di un over 50 relativamente giovane, con alto livello di istruzione, professionale e reddituale. E mentre l’innovazione digitale accelera con l’avvento ad esempio dell’intelligenza artificiale, proprio la familiarità delle fasce più mature con la tecnologia – anche grazie a dispositivi sempre più user-friendly – potrebbe diventare una chiave di volta negli anni a venire: nel ridefinire il potenziale economico-finanziario della Longevity Economy e nel migliorare il benessere degli anziani stessi.
Se ben impiegata e declinata sulle particolari esigenze degli over, la tecnologia può infatti aiutare a contrastare fenomeni di isolamento sociale, favorire la cittadinanza attiva e, ancora di più, agevolare presa in carico, assistenza e cura (anche presso il loro stesso domicilio dove possibile) di anziani con problemi di salute. Ecco perché sarebbe però necessario migliorare le iniziative di inclusione digitale del nostro Paese, iniziative che oggi troppo spesso si fermano ai cosiddetti “giovani anziani”, trascurando i più vulnerabili over 75.


