Una fascia anagrafica soddisfatta della propria quotidianità e desiderosa di tutelare la propria autonomia malgrado alcuni comprensibili timori verso le conseguenze dell’invecchiamento (su tutte, la perdita di autosufficienza), che svolge un ruolo sociale importante dedicandosi sia ad attività di volontariato sia di cura della propria famiglia, e che vive i consumi mostrandosi consapevole e selettiva nelle strategie di preparazione a un invecchiamento attivo. È questo il ritratto degli ultra50enni del nostro Paese che emerge dell’indagine demoscopica “Chi sono, cosa fanno, come vivono e cosa vogliono i Longennial italiani”, ideata dai Professori Alberto Brambilla e Gian Carlo Blangiardo per il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e condotta – in continuità con la prima edizione realizzata nel 2022 – in collaborazione con Format Research.
Realizzata su un campione di 5.120 unità statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 50 anni, stratificato per genere, classe anagrafica (50-64 anni, 65-74 anni, dai 75 anni in su) e macroarea geografica di residenza (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole), la survey si propone di approfondirne profilo socio-demografico, comportamenti di risparmio, stili di vita, abitudini di spesa e di consumo, fornendo così un ritratto il quanto più possibile accurato dei Longennial italiani. Con un duplice obiettivo: innanzitutto, quello di circoscriverne i bisogni, presenti e prospettici, e quindi, in seconda battuta, quello di contribuire alla definizione degli ambiti maggiormente impattati dalla cosiddetta “economia della longevità”, intesa come il complesso delle attività economiche, produttive e di servizio specificamente rivolte agli over 50 e finalizzate alla pianificazione di un invecchiamento attivo e in buona salute. Proprio per questa ragione, i risultati sono stati poi “pesati”, in proporzione percentuale, rispetto all’universo della popolazione nazionale e interpretati alla luce sia delle ulteriori segmentazioni del campione, come quelle relative a titolo di studio e reddito netto mensile sia, dove possibile, del confronto con i risultati ottenuti nel corso della precedente rilevazione.
Descritti e commentati dal Prof. Alberto Brambilla, anche all’interno del quarto capitolo del volume edito da Guerini e Associati “Longevity Economy. Da Silver a Longevity, la grande economia dei prossimi decenni”, i risultati sono qui analizzati e discussi in forma estesa: a fronte di un totale di circa 90 domande, più di dieci gli ambiti di interesse analizzati, spaziando dal ruolo degli over 50 nelle reti informali al loro rapporto con la tecnologia, dai timori maggiormente associati all’invecchiamento fino alla gestione del proprio patrimonio. Nel dettaglio, per ogni ambito di indagine, sono dunque riportati all’interno del documento dapprima degli insight generali, seguiti quindi da alcune accentuazioni volte a segnalare, e approfondire le possibili ragioni, di eventuali scostamenti significativi tra i diversi rispondenti in funzione di età anagrafica, genere, area di residenza o altre caratteristiche demografiche di rilievo (titolo di studio, reddito, etc.).
Si ringraziano per il loro sostegno alla realizzazione della ricerca: AIPB – Associazione Italiana Private Banking, Arca Fondi SGR, BPER Banca, CIDA – Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità, Confartigianato Imprese, Confcommercio-Imprese per l’Italia, Confcooperative, EBAN – Ente Bilaterale Agricolo Nazionale, Invimit SGR, Quadrivio Group, Unipol e UniSalute







