Il persistere dei fattori di rischio rende attuali le strategie di investimento absolute return, caratterizzate da una reale flessibilità e diversificazione delle fonti di performance
a cura di LBP AM
L’estate non ha spazzato via le incertezze, anzi. Mentre i colloqui per un accordo di pace USA-Iran rimangono fragili dopo la violazione del cessate il fuoco a luglio, le tensioni geopolitiche continuano a pesare sull’economia globale e i mercati finanziari.
In un contesto di recrudescenza dei rischi di shock energetico, pressioni inflazionistiche e volatilità dei tassi di interesse, una strategia absolute return può fornire rendimento e protezione nei portafogli obbligazionari. Senza vincoli di benchmark, questo stile di gestione esplora un universo di investimento molto ampio, titoli di Stato, credito corporate, obbligazioni variabili, convertibili, strumenti derivati… L’accesso a una gamma così vasta di strumenti permette di combinare driver di performance e di diversificazione complementari, indipendentemente dai cicli di mercato.
Secondo questo approccio, oggi può essere utile associare una strategia di carry obbligazionario (detenere i titoli fino alla scadenza) con un’allocazione agile nel credito: partecipazione al mercato primario, selezione di emittenti di qualità, flessibilità in termini di seniority dei titoli e di fasce di rating.
Riteniamo che le obbligazioni sovrane siano ancora sostenute da livelli di rendimento interessanti. Il forte aumento dei tassi di interesse registrato dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha pienamente integrato le tensioni inflazionistiche, provocando un irripidimento del segmento a breve della curva. In tali condizioni, il carry sulle scadenze brevi (2-4 anni) può permettere di intercettare i rendimenti a breve termine senza aumentare l’esposizione al rischio.
Swap sull’inflazione e selettività
Se da un lato il posizionamento sulla short duration rappresenta una fonte di protezione, dall’altro è opportuno adottare un approccio attivo sugli strumenti indicizzati all’inflazione: il ricorso agli swap sull’inflazione 1, per esempio, può contribuire a ridurre la volatilità globale nei portafogli obbligazionari. Questo approccio si è rivelato particolarmente utile nel primo semestre, quando i tassi sovrani hanno registrato una forte correzione e perso la caratteristica di asset rifugio.
Il segmento del credito ha percorso una traiettoria diversa, senza scossoni sui livelli delle valutazioni. Nel complesso, questa asset class ha dato prova di una relativa stabilità e hanno sofferto solo i titoli di qualità inferiore, con rating CCC e B2. Attualmente gli spread si collocano sugli stessi livelli di gennaio, prima del conflitto, a fronte di un contesto macroeconomico deteriorato. Privilegiamo la flessibilità dell’allocazione e la selettività dei titoli, focalizzandoci sui profili più solidi di rendimento corretto per il rischio.
Gli emittenti finanziari presentano fondamentali solidi e livelli di valutazione a nostro avviso ancora interessanti, in particolare il settore bancario in Italia o nell’Europa orientale, dove i movimenti di consolidamento possono offrire opportunità di bond-picking. Evitiamo invece i settori più ciclici (automotive europeo, chimica, commercio retail), oggi esposti all’indebolimento della congiuntura economica.
Disclaimer. Investire sui mercati finanziari comporta dei rischi e un particolare il rischio di perdita del capitale. Le opinioni espresse nel presente documento corrispondono alle convinzioni dell’autore e non possono in alcun caso impegnare la responsabilità di LBP AM. Le presenti informazioni sono fornite a titolo meramente indicativo e non costituiscono quindi né un’offerta di acquisto o di vendita di un titolo, né una consulenza in materia di investimenti, né un’analisi finanziaria. I settori sono citati titolo esemplificativo. Né la loro presenza nel portafoglio, né le loro performance sono garantite.


