Prosegue anche nel 2025 la crescita del patrimonio della Casse di Previdenza sfiorando i 123 miliardi di euro, più che triplicato in 19 anni. La modalità di gestione degli investimenti prevalente si conferma quella diretta, con oltre 60 miliardi di investiti in strumenti del risparmio gestito, mentre gli impieghi verso l’economia reale valgono 35 miliardi: i principali spunti emersi dal Tredicesimo Report Itinerari Previdenziali
Prosegue anche nel 2025 la crescita del patrimonio delle 20 Casse privatizzate dei Liberi Professionisti, beneficiando dell’andamento positivo dei mercati finanziari e del saldo positivo della gestione previdenziale. Secondo i dati del Tredicesimo Report sugli investitori istituzionali italiani curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, al termine dello scorso anno gli iscritti alle Casse di Previdenza erano pari a 1.702.949, in leggera crescita rispetto al 2024 (+0,2%) e confermando la ripresa dell’ultimo biennio dopo la flessione del 2022. I contributi versati sono aumentati dai 14,2 miliardi del 2024 a 14,43 del 2025 e le uscite per prestazioni, in linea all’incremento del numero di pensionati e delle attività assistenziali, sono salite a 10,07 miliardi (9,49 miliardi nel 2024), con un rapporto tra entrate e uscite pari in lieve diminuzione a 1,43 (1,49 nel 2024).
L’attivo patrimoniale complessivo a valori di bilancio è risultato pari a 122,683 miliardi di euro, con un incremento di 7,4 miliardi rispetto al 2024 (+6,46%) confermando il continuo trend di crescita anche grazie alla sempre maggiore diversificazione degli investimenti. Ampliando il periodo di osservazione, infatti, il totale attivo, a valori di bilancio, è passato dai 37,6 miliardi del 2007 ai 122,683 miliardi del 2025, con un tasso di crescita medio annuo del 6,8% e un +226% complessivo.
I dati relativi alla modalità di gestione del patrimonio confermano la spiccata tendenza per l’investimento diretto, che vale l’88,5% del totale attivo pari a 108,58 miliardi, a fronte di 14,09 affidati tramite mandato di gestione. Nel dettaglio, degli oltre 108 miliardi di investimenti diretti poco meno del 60% è impiegato in strumenti del risparmio gestito come OICR, FIA ed ETF, inclusi fondi e veicoli dedicati soprattutto alla gestione del patrimonio immobiliare oltre che della parte liquida e illiquida del portafoglio. Il ricorso a questa tipologia di strumenti contribuisce a spiegare il calo progressivo negli anni degli immobili detenuti direttamente dalle Casse, che sono stati via via fatti confluire in fondi d’investimento dedicati. Allo stesso tempo il maggiore ricorso a piattaforme, che rappresentano una sorta di modalità ibrida tra gestione diretta e indiretta, ha determinato un lieve calo degli OICR e la progressiva diminuzione dei mandati di gestione.
Figura 1 – Gli investimenti diretti delle Casse di Previdenza 2017-2025

Resta invece una voce importante all’interno del portafoglio delle Casse l’investimento in strumenti finanziari tradizionali (azioni e obbligazioni), pari al 21,4% del totale degli investimenti diretti, soprattutto per effetto dell’aumento dell’esposizione verso i titoli di debito nell’ultimo triennio in seguito al ritorno di rendimenti interessanti dopo diversi anni di bassi tassi di interesse. Da rilevare, in particolare, l’incremento della parte governativa domestica, con l’investimento in titoli di Stato italiani che si attesta a 15,15 miliardi di euro (il 13,95% degli investimenti diretti) rispetto ai 13,50 miliardi del 2024.
Entrando più nel dettaglio degli investimenti in OICR, sul totale di 25,56 miliardi il 62,5% (15,97 miliardi) sono di tipo obbligazionario, seguiti a distanza dagli azionari pari a 7,81 miliardi (30,6%), dalla tipologia “altro” (che include fondi total return, absolute return ecc.) con circa 1,49 miliardi (5,83%) e dai bilanciati con 0,28 miliardi (1,12%). I fondi alternativi, invece, ammontano a 26,6 miliardi di euro (il 24,5% degli investimenti diretti) e, anche nel 2025 (pur se in costante calo), il peso maggiore è ricoperto dal settore real estate per un valore di 15,4 miliardi, pari al 57,7% del totale dei FIA, complice anche la sopracitata diffusione di fondi dedicata alla gestione del patrimonio immobiliare. Seguono con 4,47 miliardi i fondi di private equity (16,8%), in costante crescita dal 2020, gli investimenti in infrastrutture per 2,7 miliardi (10,14%) e in private debt, pari a 2,34 miliardi (8,8%), mentre rimane modesta la quota di venture capital seppure in lenta ma progressiva crescita arrivando a superare la quota dell’1% del totale FIA.
Figura 2 – Le tipologie di FIA acquistati dalle Casse dei liberi professionisti: confronto anno 2017- 2025

Approfondendo ulteriormente l’analisi, sul totale di 26,640 miliardi di investimenti in FIA, circa 5,39 miliardi (pari al 20,24%) riguardano fondi tematici, per lo più negli ambiti delle grandi transizioni che stiamo attraversando e che necessitano di capitale paziente. Tra questi, il 7,8% è riferito alle infrastrutture, il 5,83% è riferito al settore social impact (che include investimenti a impatto sociale quali student, senior e social housing, rigenerazione urbana, ecc.), il 2,45% alla transizione energetica, il 2,12% all’healthcare e l’1,47% al settore tecnologico (che include ambiti quali l’intelligenza artificiale, la robotica e l’automazione); da ultimo il settore dell’ecologia e ambiente con lo 0,55%.
Altra importante considerazione riguarda gli impieghi nell’economia reale italiana, un tema sempre al centro delle proposte per incentivare il sostegno al sistema Paese da parte degli investitori istituzionali accusati di destinare la maggior parte delle risorse gestite all’estero. È bene ricordare, infatti, che le Casse degli enti previdenziali vengono alimentate dai contributi degli iscritti, ossia risorse generate dal tessuto produttivo e che quindi dovrebbero idealmente “restare” all’interno dei confini domestici contribuendo a creare un circolo virtuoso a beneficio dell’intera economia. Il tutto pur sempre nel rispetto innanzitutto della propria mission istituzionale, ossia garantire le prestazioni ai propri iscritti, e delle logiche di diversificazione del rischio del portafoglio. Il totale di questi investimenti da parte delle Casse di Previdenza è di 19,402 miliardi di euro, pari al 17,87% del totale degli investimenti diretti e al 15,82% del totale attivo. Se a questo totale si aggiungono gli investimenti in titoli di Stato, che in modo diverso finanziano l’economia nazionale, per un importo pari a più di 15 miliardi, il totale dell’investimento in economia reale sale a 34,55 miliardi di euro, pari al 31,82% degli investimenti diretti e al 28,17% del totale attivo.



