Nel corso degli Annual Meeting dedicati ai Fund Selector del 2024 e 2025 si era discusso delle difficoltà nel processo di selezione dei fondi e degli asset da proporre alla propria clientela derivanti dall’instabilità geopolitica e dalla contrazione dei commerci internazionali. Difficoltà accentuata lo scorso febbraio dalla crisi in Medio Oriente che, generando ulteriori impatti negativi sui mercati energetici, ha acuito l’incertezza sull’economia globale e sulla traiettoria delle politiche monetarie.
Ciononostante, sui mercati ha continuato a prevalere un sentiment di ottimismo, mostrando una reazione negativa sempre più contenuta alle diverse crisi che si sono succedute negli ultimi anni e un successivo recupero progressivamente più rapido arrivando continuamente ad aggiornare i propri massimi. Un trend che alimenta i dubbi tra una persistente sottovalutazione dei rischi e l’effettiva solidità dei fondamentali di lungo periodo che giustifichino la continua corsa al rialzo, sull’onda soprattutto dell’entusiasmo per gli investimenti nel settore tecnologico. La domanda sembra essere quanto a lungo potrà ancora durare questo ciclo positivo, in un contesto in cui sullo sfondo permangono diversi rischi determinati da grandi cambiamenti che potrebbero impattare l’andamento dell’economia sul lungo termine.
A conferma di un clima di incertezza, nel formulare le proprie stime, il Fondo monetario internazionale e l’OCSE parlano di scenari più probabili, senza affidarsi a singole previsioni ma valutando differenti variabili in rapida e continua evoluzione. Lo stesso assunto vale per la costruzione dei portafogli e l’attività di fund selection, attraverso strategie mirate a garantire resilienza all’interno di cicli economici meno lineari e prevedibili e in cui i confini delle tradizionali correlazioni diventano più evanescenti. Restano centrali i temi della “personalizzazione” degli investimenti uscendo dagli schemi oggi eccessivamente massificati e troppo simili tra loro, della diversificazione tra asset class e liquidità, tra duration a breve e a lungo, tra settori e geografie, in una logica di protezione in scenari macro-differenti e ricerca di opportunità di alpha. Il tutto senza dimenticare gli effetti della demografia e del forte passaggio generazionale: il risparmio e i sottoscrittori di fondi si concentrano nelle fasce più anziane della popolazione, il che richiede un giusto equilibrio tra crescita del patrimonio in termini reali e gestione della volatilità.
Sono queste le questioni principali che verranno affrontate nella due giorni di meeting, un appuntamento che si propone di fornire a tutti i partecipanti un approfondimento sul contesto economico-finanziario internazionale e sui principali fattori che ne influenzano l’andamento, con spunti utili a interpretare al meglio gli attuali scenari di mercato e compiere, di riflesso, le scelte di investimento più adeguate.
Con queste finalità, l’incontro si articola in 4 momenti principali:
- i quadri generali (macroeconomici, finanziari, geopolitici, demografici etc.) con l’intervento di esperti e rappresentanti delle istituzioni;
- gli scenari d’investimento a cura delle fabbriche prodotto;
- le tavole di riflessione, con la partecipazione attiva di fund selector e portfolio manager;
- gli spazi conviviali e di networking, che con il dibattito in sala, contribuiscono a rafforzare conoscenza reciproca e messa a fattor comune di competenze ed esperienze.
