Mercati e novità normative: quali prospettive per la previdenza italiana?

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Dic

Dove Dove Cassa Geometri, via Luisa di Savoia 17 , Roma

Nel 2026, le tensioni geopolitiche e commerciali, il conflitto in Medio Oriente e le rinnovate pressioni sui prezzi energetici hanno accresciuto l’incertezza sulle prospettive di crescita e inflazione, alimentando uno scenario nel quale aumentano i rischi al ribasso.

Le previsioni OCSE del terzo trimestre 2026 delineano un rallentamento della crescita mondiale, dal 3,4% del 2025 al 2,9% nel 2026, con una lieve ripresa al 3,0% nel 2027. L’inflazione media per i Paesi del G20 è attesa invece al 4,1% per quest’anno, per poi scendere al 3,6% nel prossimo, spingendo FED e BCE a nuovi rialzi dei tassi di interesse per la prima volta dal 2023 e dopo il ciclo di tagli iniziato nel 2024. Tuttavia, nonostante la fragilità del quadro macroeconomico, i mercati finanziari si sono dimostrati resilienti, sostenuti anche dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, confermando una buona capacità di reazione alle diverse crisi che si sono succedute negli ultimi anni.

La tenuta dei mercati si è riflessa anche sui patrimoni degli investitori istituzionali italiani, grazie al loro naturale orizzonte di lungo periodo e alla diversificazione dei portafogli, in un’epoca storica di grandi cambiamenti strutturali in cui crescenti vincoli di finanza pubblica aumentano l’esigenza di capitale paziente e con una popolazione che invecchia e necessita sempre più non solo di risparmio ma soprattutto di protezioni sociali. Allo stesso tempo, i player istituzionali si trovano di fronte a una fase di possibili trasformazioni, in cui le nuove norme e quelle allo studio dell’esecutivo promettono di dare nuova linfa al sistema e di generare ulteriori rafforzamenti patrimoniali. La riforma in materia di previdenza complementare rappresenta infatti un primo passo verso l’obiettivo di consolidare il secondo pilastro pensionistico italiano, intervenendo sia sulle adesioni sia sulle modalità di fruizione del risparmio accumulato. L’introduzione dell’auto-enrolment e dei percorsi life-cycle punta ad ampliare la platea degli iscritti e a rendere più coerente il processo di investimento con l’orizzonte temporale degli aderenti, mentre le nuove modalità di decumulo di ridurre i riscatti, RITA e le trasformazioni in rendita assicurativa. A ciò si aggiungono le possibili nuove agevolazioni per gli investimenti delle Casse di Previdenza nell’economia reale e le novità attese dalla Legge di Bilancio 2027.

Si apre così una riflessione sulle prospettive di crescita degli investitori istituzionali e sulla loro capacità di conciliare la tutela degli iscritti con un maggiore contributo allo sviluppo del sistema Paese, trovando il giusto equilibrio tra la volatilità di breve dei mercati e i cambiamenti strutturali socio-economici che stiamo attraversando. Il confronto tra investitori, gestori e istituzioni sarà quindi rivolto ai prossimi passi per rafforzare la previdenza italiana e valorizzare il ruolo degli investitori istituzionali come detentori di risparmio di lungo periodo, in grado di contribuire alla sostenibilità previdenziale e, al tempo stesso, alla crescita del Paese.

Tutti questi temi saranno al centro del Convegno di Fine Anno di Itinerari Previdenziali, che, come ogni anno, riunirà i principali protagonisti del sistema per analizzare quanto accaduto nel 2026 e confrontarsi sulle prospettive finanziarie, normative e macroeconomiche del prossimo futuro.


Il Convegno è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni, potete contattarci via e-mail a info@itinerariprevidenziali.it

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