Dopo le turbolenze legate alla pandemia da COVID-19 e agli impatti socio-economici delle misure di contenimento dei contagi, i mercati finanziari si sono ritrovati ulteriormente e profondamente condizionati da equilibri geopolitici sempre più precari: dapprima con la guerra in Ucraina (e tutte le sue implicazioni su energia e materie prime), quindi con la “guerra commerciale” minacciata dai dazi di Donald Trump e, infine, con l’escalation di tensione in Medio Oriente.
Considerata in particolare la difficoltà di arrivare a un accordo tra USA e Iran e quindi i rischi connessi a un eventuale nuovo “blocco” dello Stretto di Hormuz, siamo oggi davanti a un contesto ricco di incognite che, per i principali player istituzionali del Paese, si traduce nella delicata ricerca di soluzioni di investimento capaci di coniugare rendimenti, coerenza con la propria mission istitutiva e attenzione nei confronti delle grandi transizioni (ambientale, energetica, demografica e digitale) in corso in tutte le principali economie mondiali.
Uno scenario difficile e sfidante nel quale si fa ancora più cruciale il confronto diretto tra investitori e gestori su strategie, strumenti e asset class cui orientarsi nella gestione dei patrimoni istituzionali. Partendo da questo presupposto, l’evento – che si sviluppa su 2 giornate – consente dunque una duplice attività:
- incontri one-to-one tra i rappresentanti di enti previdenziali, fondazionali e altri player istituzionali, per aumentare la reciproca conoscenza di esigenze e soluzioni;
- un’ampia attività di networking, anche nel corso di appuntamenti informali come cene e visite culturali, per stimolare la messa a fattor comune di best practice, competenze ed esperienze utili a muoversi in mercati imprevedibili.
