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Le Fondazioni e le stagioni della vita

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Categorie Categorie Fondazioni di origine Bancaria

Nel corso dei loro 35 anni di attività le Fondazioni di origine Bancaria hanno messo in campo una grande varietà di iniziative volte alla tutela di eventuali condizioni di fragilità, con un unico fondamentale obiettivo: il benessere della persona in tutte le stagioni della sua vita

Nel 1942, in pieno secondo conflitto mondiale, Winston Churchill affidò a una commissione, presieduta dall’economista liberale, William Beveridge, la responsabilità di elaborare un piano di previdenza sociale per il Dopoguerra. Il cosiddetto Rapporto Beveridge, risultato dei lavori della commissione, vedeva la luce nel dicembre dello stesso anno, e proponeva un piano di misure di sicurezza sociale, di tipo universalistico, che puntava ad assicurare a tutti i cittadini un livello ragionevole di assistenza lungo tutto l’arco di vita.

Churchill lo sintetizzò, definendolo un programma di tutela sociale «dalla culla alla tomba».

Questa espressione, da allora, divenne, e rimase per lungo tempo, il riferimento per la costruzione di un welfare state in diversi Paesi europei. La nostra Costituzione, che seguirà pochi anni dopo, ne ampliò significativamente il senso: l’articolo 3 assegnò alla Repubblica, cioè a tutti, istituzioni e cittadini, la responsabilità di intervenire per garantire uguaglianza, emancipazione, partecipazione e sviluppo della persona umana.   

La cruda realtà dei fatti ha purtroppo dimostrato l’impossibilità di realizzare compiutamente questa visione, a causa dell’insostenibilità dei costi, conclamata negli ultimi decenni da un visibile e progressivo arretramento dello Stato sociale.

La suggestione di quell’idea continua tuttavia ad albergare nella visione delle Fondazioni di origine Bancaria del nostro Paese che, seppur consapevoli dell’impossibilità di sostituirsi al decisore pubblico, sia per insostenibilità economica che per convinzione strategica, continuano a promuovere interventi che abbracciano, nella loro articolazione, tutte le fragilità che si presentano nell’arco di vita di ciascun individuo.

Gli interventi che popolano questa visione, e di cui si parlerà in occasione dell’Annual Meeting di studio dedicato alle Fondazioni di origine Bancaria, organizzato da Itinerari Previdenziali in collaborazione con Acri da 10 al 12 giugno, dal titolo La sfida delle età. Le Fondazioni di origine Bancaria tra educazione, lavoro e longevità, sono innumerevoli e variegati.

Merita citarne alcuni, seppur a titolo esemplificativo, così da far comprendere la vastissima portata dell’azione.

Si parte con lo screening gratuito per donne in gravidanza, per proseguire con il sostegno alla diffusione di asili nido, nonché di agevolazione al loro accesso per le famiglie economicamente svantaggiate. Si prosegue con programmi educativi per bambini della fascia d’età “0-6”, cioè negli anni in cui, oramai scientificamente assodato, si forma il linguaggio, la personalità e lo sviluppo cognitivo di un individuo. Con i programmi di contrasto alla povertà educativa, soprattutto grazie all’omonimo Fondo istituito nel 2016 da una inedita partnership tra Fondazioni di origine Bancaria e istituzioni, è stata portata all’attenzione nazionale una criticità di cui poco si parlava e poco si aveva coscienza. Il solo Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, cui si affiancano iniziative promosse da singole Fondazioni, ha messo a disposizione circa 800 milioni di euro versati dal sistema delle Fondazioni (supportate da credito d’imposta) e, attraverso i suoi programmi, ha fornito assistenza a più di 600.000 minori in condizioni di fragilità, proponendo inoltre un approccio che valorizza il contributo di tutti ai processi educativi, cioè quello della “comunità educante”. Non mancano poi programmi di supporto a studenti universitari, dottorati di ricerca, e alle istituzioni universitarie in genere.

Sul fronte dell’età lavorativa, le Fondazioni non sono da meno, con interventi che vanno dal sostegno per l’avvio e il consolidamento di start- up, a programmi di inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dalla creazione di hub per il trasferimento tecnologico e l’innovazione a iniziative di formazione sul digitale per disoccupati e lavoratori a rischio di esclusione, grazie anche, in quest’ultima tipologia di interventi, al Fondo per la Repubblica Digitale, mutuato dall’esperienza del Fondo sopra citato e sempre alimentato dalle Fondazioni. 

Infine, parlando dell’età adulta, le Fondazioni mettono in campo, anche grazie alla consolidata collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore, programmi di assistenza e cura per anziani, centri per l’accoglienza di persone affette da malattie senili degenerative, iniziative di socializzazione che spesso mettono in connessione generazioni diverse con l’obiettivo di valorizzare e rivitalizzare il ruolo degli anziani, sostegni alle università della terza età, orti sociali, coinvolgimento in attività di volontariato. E si potrebbe continuare.

Tutte queste iniziative, e le altre migliaia che nel corso dei 35 anni di vita le Fondazioni di origine Bancaria hanno messo in campo, testimoniano plasticamente il loro vero e unico interesse: il benessere dell’individuo nelle stagioni della sua vita.

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