Ormai giunto alla sua nona edizione, il Rapporto sul Bilancio rappresenta l’ideale continuazione delle pubblicazioni un tempo realizzate dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale (NUSVASP), costituto dalla legge n.335/95 e cessato nel 2012. A partire dal 2014 curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli esperti del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, molti dei quali già componenti o collaboratori del NUVASP, la pubblicazione rappresenta di fatto un unicum nel panorama italiano, in quanto unico strumento in grado di racchiudere in un solo documento sia un’analisi del complesso sistema previdenziale italiano sia una riclassificazione della spesa per il welfare (pensioni, sanità e assistenza) all’interno del più ampio bilancio statale.
Redatto sulla base dei bilanci consuntivi degli Enti di previdenza analizzati, lo studio illustra gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema obbligatorio del Paese – inclusi gli andamenti delle GIAS (Gestione degli Interventi Assistenziali) e delle GPT (Gestione Prestazioni Temporanee) per le prestazioni di sostegno al reddito – esaminando nel dettaglio le principali variabili che fotografano la situazione di INPS e Casse di Previdenza dei liberi professionisti al 2020, ultimo anno di rilevazione per il quale sono disponibili dati completi.
A ciò si aggiunge, grazie a un database che estende il suo periodo di osservazione fino al 1989, primo anno da cui è invece possibile usufruire di serie storiche omogenee, un’analisi retrospettiva dei trend di spesa lungo un arco temporale di ben 32 anni, con il preciso intento di fornire a esperti del settore, policy maker e organismi nazionali e internazionali indicatori utili a valutare l’impatto sulla sostenibilità del sistema di riforme e altri provvedimenti in materia. Obiettivo dello studio non è dunque unicamente fotografare i bilanci correnti ma anche di indagare la tenuta del nostro sistema di protezione sociale sul medio e lungo periodo, mettendo in luce eventuali storture (come l’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza) da correggere per non compromettere le finanze dello Stato.
In linea con le precedenti edizioni, completano infine il Nono Rapporto i principali numeri del welfare complementare, nell’ottica di un’integrazione sempre più indispensabile per garantire continuità e adeguatezza delle prestazioni in un’Italia soggetta a forti pressioni demografiche. Il risultato, peraltro ancora più rilevante alla luce anche di una valutazione prospettica dell’impatto dell’epidemia di COVID-19 sui conti pubblici del Paese – è un bilancio, quantitativo e qualitativo, delle principali tendenze del sistema di protezione sociale italiano.






