La redazione del bilancio per l’anno fiscale 2026 dei fondi socio-sanitari integrativi

23
Set

Terzo congresso nazionale dei fondi socio-sanitari Dove Dove Cassa Geometri, Roma

Resa necessaria dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 20 aprile 2026, n. 50 di conversione del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, che all’articolo 1 rimodella l’ex articolo 29 del DL, questa edizione infra-annuale dell’evento dedicato alle forme socio-sanitarie integrative si propone come un importante momento di riflessione e confronto operativo sull’obbligo di pubblicazione dei bilanci relativi all’anno fiscale 2026 (obbligo già vigente per le società di mutuo soccorso). La giornata di studio nasce dunque con l’obiettivo di tracciare, attraverso il dialogo con i Ministeri vigilanti, l’Anagrafe dei FSI, la COVIP e i tecnici di settore, le linee e i relativi profili civilistici, fiscali e attuariali dei bilanci da pubblicare sui propri siti web e inviare al Ministero della Salute.

Un obiettivo tanto più importante se si considera che il settore della sanità integrativa è in continua espansione, con più di 300 operatori attivi (324 soggetti attestati nel 2023 relativi all’anno fiscale 2022, ultimo anno disponibile), e coinvolge oltre 16 milioni di cittadini, poco meno del doppio di quelli iscritti alla previdenza complementare.

Dati che, seppur parziali a fronte dell’iscrizione attualmente facoltativa – e finalizzata all’ottenimento dei benefici fiscali previsti dalla normativa vigente – dall’Anagrafe dei Fondi sanitari istituita presso il Ministero della Salute, evidenziano il tasso di crescita significativo del comparto. Sia in termini di numerosità degli operatori, peraltro in controtendenza rispetto ad altri investitori istituzionali come ad esempio i fondi pensione, sia soprattutto in termini di iscritti (nel 2011 erano 3,3 milioni, circa 5 volte meno rispetto ai 16 milioni del 2022) e importi delle prestazioni erogate (3,2 miliardi nel 2022, di cui 1 miliardo relativo a prestazioni extra LEA). Si tratta con evidenza di incrementi importanti, i quali implicano oltretutto anche un aumento del patrimonio complessivamente gestito e del mix di investimenti che risulta sempre più diversificato, soprattutto per i fondi medio-grandi, nonostante la necessità di operare scelte coerenti con l’attività specifica di questi enti e, in particolare, con gli impegni assunti nei confronti degli aderenti.

Il tutto senza trascurare che il contesto economico, sociale e demografico che fa da perimetro all’operatività delle forme di assistenza socio-sanitaria integrativa è complesso e richiederà negli anni a venire una forte integrazione tra pubblico e privato. Se infatti, da un lato, l’aumento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione faranno aumentare la richiesta di prestazioni sanitarie e assistenziali legate anche alla gestione della non autosufficienza, dall’altro, per via dei vincoli al bilancio pubblico, difficilmente lo Stato sarà in grado di incrementare ulteriormente la spesa destinata a queste funzioni, mettendo in difficoltà il Servizio Sanitario Nazionale e quello socio-assistenziale INPS. Ragione per la quale le forme di assistenza sanitaria integrativa, proprio per la loro funzione assistenziale – almeno il 20% delle prestazioni extra LEA deve essere destinato all’odontoiatria, recupero della salute, prestazioni sociali a rilevanza sanitaria e prestazioni sanitarie a rilevanza sociale – e, in prospettiva, di sostegno alla non autosufficienza, possono svolgere un ruolo fondamentale per garantire la sostenibilità finanziaria e sociale del sistema.


Il congresso è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni, scrivere a info@itinerariprevidenziali.it 

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