Incertezza geopolitica, rischi finanziari e grandi transizioni: gli effetti sui patrimoni istituzionali

15-18
Set

XX Itinerario Previdenziale Dove Dove Firenze

Nel corso degli ultimi Itinerari Previdenziali, di scena a Malta due anni fa e a Valencia l’anno scorso, si era discusso con i principali investitori istituzionali italiani di come intervenire sull’allocazione strategica e tattica nel lungo percorso di recupero di valore intrapreso a seguito della crisi inflazionistica del 2021-23 (+16% circa) e delle crisi delle Borse del 2020-22.

All’ingresso nel quinto anno dall’invasione russa in Ucraina, che ha causato l’aumento dei prezzi dell’energia e di conseguenza dell’inflazione, la nuova crisi geopolitica in Medio Oriente tra USA e Israele da una parte e Iran dall’altra, con la chiusura dallo scorso febbraio dello Stretto di Hormuz, ha prodotto un nuovo incremento dei prezzi energetici, il quale ha a propria volta provocato un aumento inflattivo riportando l’indice NIC di maggio a circa il 2,9% (dall’1,5% del 2025) e l’indice europeo al 3,2%. Rallenta anche la crescita economica continentale tanto che l’OCSE nel suo Economic Outlook di giugno sottolinea che l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente rimane incerta, ma è probabile che le sue conseguenze economiche si facciano sentire ancora a lungo, anche dopo una sua eventuale risoluzione: assumendo che i prezzi dell’energia inizino a diminuire gradualmente a partire dalla metà del 2026 è previsto che la crescita economica mondiale rallenti dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, per poi risalire al 3,1% nel 2027; se invece le perturbazioni dovessero protrarsi fino al 2027 è stimato un taglio della crescita globale al 2,1% nel 2026 e a +1,8% nel 2027.

Anche il Fondo Monetario, nell’ultimo Outlook di aprile dal titolo “L’economia globale all’ombra della guerra”, ha rivisto al ribasso le stime di crescita globale per il 2026 al 3,1%, lasciando invariata al 3,2% la previsione per il 2027. L’inflazione, che sembrava avviata verso i livelli obiettivo, è invece attesa in risalita al 3,8% nell’anno in corso e, per evidenziare la situazione di estrema incertezza, per la prima volta nella sua storia recente, il Fondo ha rinunciato a pubblicare il consueto “baseline scenario”, la traiettoria più probabile dell’economia globale, a favore del “reference forecast”: non una previsione bensì un punto di riferimento tecnico costruito su ipotesi coerenti. Nel contempo, la BCE ha alzato di 0,25 punti base i tassi sui depositi e sui finanziamenti, e potrebbe replicare a settembre, come probabilmente farà la FED.

In questo clima geopolitico e finanziario di estrema incertezza globale, cui si sommano i costi legati alla difesa e alle grandi transizioni, come definire strategie di investimento efficienti nel medio e lungo periodo?

Il XX Itinerario Previdenziale sarà l’occasione per raccogliere e mettere a fattor comune, in un confronto di alto livello tra tutti gli attori coinvolti, non solo le aspettative e le prospettive future, ma anche le possibili soluzioni per definire le strategie di investimento di lungo periodo degli investitori istituzionali italiani, in particolare fondi pensione, Casse di Previdenza e Fondazioni di origine Bancaria.


Il meeting è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni scrivere a info@itinerariprevidenziali.it

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