Una platea economicamente solida, comprensibilmente soddisfatta della propria condizione finanziaria e con una buona propensione alla pianificazione ma, al tempo stesso, anche ottimi rappresentanti di una generazione attiva nel sociale, che contribuisce al sostegno familiare e guarda all’invecchiamento con particolare attenzione al mantenimento della propria autonomia e dunque della buona salute (che ne costituisce un prerequisito fondamentale). È questo il ritratto dei “Silver Private”, e cioè degli over 50 italiani con un patrimonio finanziario superiore ai 500mila euro, tracciato dall’apposito focus sul target Private contenuto all’interno della seconda edizione della ricerca “Chi sono, cosa fanno, come vivono e cosa vogliono i Longennial italiani”, condotta da Format Research per Itinerari Previdenziali e AIPB, Associazione Italiana Private Banking.
Grazie a un sovracampionamento di 120 soggetti appartenenti alla fascia Private e a un questionario di oltre 90 domande (oltre 10 gli ambiti di interesse analizzati, spaziando dalle abitudini alimentari fino all’utilizzo della tecnologia), la survey consente di analizzare, sia singolarmente sia nel confronto con gli altri rispondenti, abitudini, comportamenti e stili di vita degli over 50 ad alta patrimonializzazione.
Lungo questa strada, l’analisi sulla Longevity Economy si arricchisce dunque di una componente strategica: un segmento numericamente limitato ma strutturalmente rilevante, che sembra infatti anticipare dinamiche, bisogni e orientamenti destinati a diventare progressivamente più diffusi nell’intera popolazione over 50. Nel complesso, i Private si distinguono per una certa autonomia decisionale e culturale. Gestiscono con consapevolezza le proprie finanze, salute e benessere, adottano stili di vita più attivi e mostrano una relazione matura e funzionale con la tecnologia. Questa autonomia, d’altro canto, non si traduce tuttavia in isolamento o distacco dal contesto sociale: al contrario, emerge una forte centralità della famiglia, una buona propensione al supporto intergenerazionale e un’attenzione costante alla qualità delle relazioni.
Nonostante un quadro di solidità, nel quale la maggiore disponibilità economica attenua alcuni dei timori associati all’invecchiamento (su tutti, il longevity risk finanziario), anche tra i Silver Private emergono però aree di incompletezza che testimoniano la necessità di una consapevolezza da accrescere sul tema della longevità. In particolare, la pianificazione dell’eredità e del passaggio generazionale risulta ancora parzialmente rimandata, anche tra i Private. Allo stesso modo, anche il ricorso a strumenti di protezione – assicurativi, previdenziali e patrimoniali – risulta più consolidato nel confronto con il campione complessivo ma comunque ancora contenuto.
In quest’ottica, quindi, lo studio aggiunge al valore descrittivo anche la funzione prospettica: osservare questo segmento significa comprendere meglio il futuro della società che invecchia, individuando nodi critici, opportunità e leve su cui intervenire per costruire un modello di Longevity Economy sostenibile, inclusivo e orientato alla qualità della vita.






