Le dichiarazioni dei redditi 2024: l’analisi IRPEF e delle altre imposte dirette e indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 17 anni

Calendario Calendario 24 Settembre 2026
Fisco
Welfare

Giunto nel 2026 alla sua tredicesima edizione, l’Osservatorio analizza le dichiarazioni individuali dei redditi IRPEF e le altre principali imposte dirette e indirette (tra cui IRAP, IRES, ISOST e gettito IVA), allo scopo sia di valutare l’effettiva situazione socio-economica del Paese sia di indagare le prospettive di tenuta del suo sistema di protezione sociale e, in particolare, di quelle voci di spesa – come sanità e assistenza – che, in assenza di contribuzione di scopo, devono essere necessariamente finanziate attingendo dalla fiscalità generale. In questo senso, dunque, la pubblicazione rappresenta l’ideale completamento dell’analisisul bilancio del sistema previdenziale e del welfare italiano condotta, sempre con cadenza annuale, dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

Con il preciso intento di approfondire se le entrate fiscali siano o meno sufficienti a garantire la sostenibilità del nostro welfare state, l’Osservatorio trae le sue premesse da una puntuale indagine delle dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF, realizzataa partire del vasto database reso disponibile dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel dettaglio, il documento – che esamina le dichiarazioni rese nel 2025, con riferimento all’anno di imposta 2024 – approfondisce i profili di distribuzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per tipologie di contribuenti (lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e altri dichiaranti), per scaglioni di reddito e per regione, inclusa la ripartizione territoriale delle addizionali IRPEF regionali e comunali. Approfondimento al quale si affianca, nell’ottica di comprendere l’andamento nel tempo di variabili economiche di primaria importanza per il bilancio statale, uno studio comparativo relativo agli ultimi 17 anni di dichiarazione dei redditi (2008-2024). Completa infine il quadro un focus anche sulle altre principali imposte dirette e indirette (in particolare IRAP, IRES e ISOST, con un accenno a TASI e IMU e IVA) che alimentano i conti pubblici del Paese.

Dati dai quali sembrano emergere in modo piuttosto evidente le distorsioni del fisco italiano. Quasi la metà degli italiani non ha redditi, mentre il 18,78% dei contribuenti – vale a dire quanti dichiarano redditi dai 35mila euro in su – corrispondono da soli il 65% di tutta l’IRPEF. La fotografia di un Paese a bassa fedeltà fiscale, sia tra soggetti sia tra territori, e dagli elevatissimi livelli di redistribuzione, a propria volta causa e conseguenza di un eccesso di assistenzialismo che sottrae risorse a sviluppo e investimenti, senza neppure riuscire a incidere positivamente sugli indicatori di povertà Istat.

L'Osservatorio è stato realizzato con il sostegno di:

CSR
a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali

Potrebbero interessarti queste ricerche

Freccia verso destra Freccia verso destra

Menu