La nostra società sta attraversando un profondo cambiamento determinato dalle dinamiche demografiche: da una parte, tassi di fertilità ai minimi e, dall’altra, un aumento dell’aspettativa di vita che ha toccato in Italia il livello record di 84,1 anni. La conseguenza è un mutamento nella composizione per età della popolazione e dei nuclei familiari, sempre meno numerosi e con oltre il 35% degli over 65 soli e spesso senza parenti prossimi, e quindi delle esigenze e degli stili di vita delle persone. Una trasformazione che non deve creare allarmismi, ma piuttosto imporre riflessioni sulle misure da adottare per rispondere alle mutate esigenze di una società che invecchia in tema di alimentazione, trasporti, assistenza, domotica, sanità e così via.
In sintesi, stiamo entrando nell’economia della longevità, definizione che amplia e ingloba il concetto di Silver Economy.
Per la prima volta nella storia gli over 65enni sono destinati a rappresentare oltre un terzo della popolazione e già oggi sono i maggiori detentori di ricchezza, in grado di influenzare radicalmente il modello dei consumi, le finalità del risparmio e il modo di investire per adeguarsi a una vita più longeva. Un capitale umano, sociale ed economico da valorizzare attraverso strategie di lungo periodo e un ripensamento dei sistemi di protezione sociale, capaci di trasformare la longevità in una leva di sviluppo e nel motore di crescita dei prossimi anni. Le stime indicano per la Silver Economy una potenziale incidenza sul PIL oltre il 30%, sia beneficiando dell’incremento di spesa pubblica sia intercettando opportunità di investimento in settori legati a bisogni, consumi e desideri della popolazione anziana: dalle infrastrutture sanitarie e, più in generale, l’healthcare a nuove soluzioni abitative come il senior housing, dall’alimentazione e dal benessere nella terza e quarta età ai servizi digitali e tecnologici (ad esempio telemedicina, dispositivi indossabili, app di monitoraggio della salute) fino a nuovi prodotti finanziari e assicurativi.
In questo nuovo scenario, i singoli individui ma soprattutto enti previdenziali (e operatori del welfare integrato) sono dunque chiamati ad affrontare una serie di investimenti, da un lato per consolidare le posizioni degli iscritti e, dall’altro, per predisporre servizi aggiuntivi alla pensione nell’ambito di abitazione, mobilità, assistenza sanitaria, sostegno alla non autosufficienza, e così via. Strumenti che coniughino misure di welfare tradizionale e attivo, contribuendo alla tutela dal Longevity Risk, vale a dire dai rischi – finanziari, sanitari e sociali – connessi all’aumento dell’aspettativa di vita.
Quali, dunque, soluzioni e strategie di investimento che gli investitori istituzionali dovranno adottare nell’economia della longevità? Il Meeting, cui parteciperanno Casse di Previdenza, fondi pensione negoziali e preesistenti, Fondazioni di origine Bancaria e forme di assistenza sanitaria integrativa, si propone grazie agli interventi di specialisti, politici e gestori di approfondire al meglio queste tematiche, nel corso delle sessioni di lavoro che tratteranno gli investimenti core tradizionali, le soluzioni di welfare integrato, gli investimenti ESG e quelli legati alla Silver Economy.





