Il Quarto Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano rappresenta l’ideale continuazione delle pubblicazioni realizzate dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale (NUVASP), costituito dalla legge n. 335/95 e cessato nel 2012. Dismesso il NUVASP, la pubblicazione, oggi a cura del Comitato Tecnico Scientifico e del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, si pone in particolar modo l’obiettivo di fornire sia una visione d’insieme del complesso sistema previdenziale del nostro Paese sia una riclassificazione della spesa pensionistica e assistenziale all’interno del più ampio bilancio dello Stato. Novità di questa edizione la ripartizione delle entrate contributive e della spesa pensionistica e assistenziale per singola Regione, associata alla scansione delle diverse tipologie di prestazioni pensionistiche e assistenziali per distribuzione geografica.
Sulla base dei dati dei bilanci consuntivi forniti dagli enti di previdenza, nel Quarto Rapporto sono quindi illustrati gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema pensionistico obbligatorio del nostro Paese (inclusi gli andamenti della Gestione per gli interventi assistenziali GIAS e della Gestione Prestazioni Temporanee GPT per le prestazioni di sostegno al reddito); il documento prende poi in esame le principali variabili – numero degli iscritti attivi, numero dei pensionati, contribuzione media, pensione media – che concorrono a determinare i saldi, sia nei bilanci correnti che nel medio lungo termine. A precedere l’osservazione puntuale dei risultati dei singoli fondi della previdenza obbligatoria – sia quelli del “sistema INPS” sia quelli gestiti dalle Casse privatizzate – un’analisi generale delle dinamiche della spesa complessiva per pensioni in un arco temporale di ben 27 anni, a partire dal 1989.
Nel Quarto Rapporto sono inoltre analizzati per la prima volta il bilancio dell’INAIL e la spesa sanitaria pubblica e privata, cui si aggiungono i principali numeri del welfare complementare e integrativo, nonché approfondimenti sui “tassi di sostituzione” offerti dal sistema, con proiezioni per differenti carriere e scenari economici. Dati utili, nel loro complesso, a fornire un quadro aggregato della spesa per welfare (inteso come benessere sociale), “riclassificata” poi per singola “funzione” all’interno del bilancio statale: un’aggregazione sintetica non disponibile nei documenti ufficiali. Definita la spesa complessiva per welfare nell’ambito del bilancio italiano, il Rapporto provvede infine a individuare e sommare le poste a finanziamento del medesimo sistema ottenendo un primo bilancio con entrate contributive e fiscali e uscite per prestazioni, offrendo così una valutazione qualitativa e quantitativa del sistema di protezione sociale italiano, che rappresenta un unicum nella letteratura scientifica del Paese.






