L’impatto dei flussi migratori: le peculiarità del caso italiano

Calendario Calendario 10 Ottobre 2019
Lavoro
Welfare

La pubblicazione del Rapporto annuale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sugli stranieri nel mercato del lavoro italiano rappresenta un importante punto di partenza per riflettere sull’andamento dei flussi migratori nel nostro Paese, e in particolare per riuscire a quantificare e qualificare la loro presenza nel mercato.

Muovendo quindi da un’attenta analisi del documento, l’Osservatorio redatto da Natale Forlani per il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali si concentra sulle particolarità della situazione italiana nel confronto con gli altri Paesi dell’Unione Europea e dell’OCSE. Se è infatti vero che in vent’anni l’Italia ha raggiunto livelli di presenza degli stranieri paragonabili a quelli degli altri Paesi dell’Unione – si tenga presente che è oggi il terzo Paese per numero di immigrati regolari –  lo è altrettanto che fattori di varia natura hanno favorito soprattutto un’immigrazione “qualitativamente povera”, destinata cioè a essere impiegata in attività lavorative a bassa qualificazione e con bassi salari. Una condizione che si ripercuote non solo sull’anatomia e sulle dinamiche del mercato del lavoro italiano, ma anche sulle condizioni di vita delle stesse famiglie immigrate, la cui situazione viene aggravata, in un contesto che già di per sé risente dal mancato rilancio di sviluppo e produttività, di un sostanziale arresto della mobilità sociale ed economica delle famiglie e delle persone immigrate.

Di qui, l’importanza di ripensare il dibattito sull’immigrazione al netto di posizioni ideologiche, ma semmai guardando concretamente ai dati, i quali suggeriscono che le politiche oggi in atto fanno ricorso a paradigmi che poco hanno a che vedere con la realtà descritta ad esempio dai numeri sull’incidenza della povertà, dal tasso di disoccupazione femminile o ancora dalle stime sui flussi irregolari. Pertanto, la pubblicazione suggerisce l’avvio di una riflessione sul tema che vada quindi innanzitutto spostata sul piano della risoluzione delle criticità già presenti sul territorio – purtroppo trascurate dal dibattito pubblico – e, in secondo luogo, sulle politiche di integrazione, in particolare quelle attive sul lavoro, volte a favorire la ripresa della mobilità economica e sociale delle persone e dei nuclei familiari già residenti sul territorio.

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