In ideale continuità con l’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate dedicato alle misure introdotte dal decreto-legge “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, il documento torna ad analizzare il reddito di cittadinanza a seguito della conversione in legge del DL 4/2019, con particolare attenzione nei confronti delle novità introdotte nel corso dell’iter parlamentare.
Tenuto conto delle significative innovazioni inserite all’interno della versione definitiva del testo – che ha, tra le altre cose, ridefinito la platea dei potenziali beneficiari (introducendo restrizioni, non esenti dal rischio di incostituzionalità, per l’accesso ai sussidi da parte dei cittadini extracomunitari), chiarito il valore dell’offerta congrua di lavoro e ridefinito il perimetro e le competenze dei diversi soggetti istituzionali coinvolti a livello centrale e locale onde evitare un possibile conflitto di giurisdizione – il paper redatto da Natale Forlani per il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali si pone come l’occasione per fare il punto sulla sofisticata architettura dell’impianto del reddito di cittadinanza.
Non senza rilevare il persistere – e, sotto alcuni aspetti, persino l’acuirsi – di elementi di criticità che rischiano di compromettere fortemente l’ambizioso obiettivo del provvedimento di porsi al tempo stesso come misura di contrasto alla povertà e come strumento politica attiva per il lavoro e di inclusione sociale. Ancora di più se si tiene conto del fatto che l’attuazione delle nuove misure risulta complessa, richiedendo numerosi provvedimenti successivi, intese istituzionali, adeguamenti informatici e nuovi pareri dell’Autorità garante della privacy.







