Giunto alla sua decima storica edizione, il Rapporto rappresenta una peculiarità nel panorama italiano, in quanto unico strumento in grado di racchiudere in un solo documento sia una visione d’insieme del complesso sistema previdenziale italiano (inteso nell’accezione più ampia del termine) sia una riclassificazione della spesa sostenuta per il welfare all’interno del più ampio bilancio dello Stato. In tal senso, soprattutto i capitoli conclusivi hanno lo scopo di evidenziare, seppur per sintesi, le criticità attuali e prospettiche nel finanziamento del sistema di protezione sociale italiano, che incide per il 56% sulla spesa statale totale.
Ideale proseguimento delle pubblicazioni un tempo realizzate dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale (NUVASP), costituto dalla legge n.335/95 e cessato nel 2012, a partire dal 2014 il Rapporto viene curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli esperti del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, molti dei quali già componenti o collaboratori del NUVASP, con l’obiettivo di essere messo a libera disposizione della politica, delle istituzioni (italiane e internazionali), della stampa e di tutti gli operatori di settore. Rigorosamente redatto sulla base dei bilanci consuntivi degli Enti di Previdenza analizzati, lo studio illustra gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema pensionistico obbligatorio del Paese mettendo in evidenza le principali variabili che fotografano la situazione di INPS e Casse di Previdenza dei liberi professionisti al 2021, ultimo anno di rilevazione per il quale sono disponibili dati completi.
Non solo, grazie a un database – ampliato, rispetto a quello del NUVASP, anche agli andamenti delle Gestioni per gli interventi assistenziali GIAS e delle Gestione Prestazioni Temporanee GPT per le prestazioni di sostegno al reddito – il Decimo Rapporto estende a ritroso il suo periodo di osservazione fino al 1989, primo anno da cui è invece possibile usufruire di serie storiche omogenee: all’osservazione puntuale dei singoli fondi si affianca così un’analisi retrospettiva dei trend di spesa lungo un arco temporale di 33 anni.
Con il preciso scopo di fornire indicatori utili non solo a valutare i bilanci correnti, ma anche a definire la sostenibilità di medio e lungo termine del sistema, così come l’adeguatezza delle prestazioni fornite, il documento offre dunque anche una dettagliata valutazione sulla progressione nel tempo del rapporto tra spesa totale per il sistema di protezione sociale e PIL, nonché una stima dei tassi di sostituzione pubblici (e complementari) con proiezioni per differenti carriere e scenari. Approfondimenti utili anche a sfatare alcuni luoghi comuni piuttosto diffusi in ambito previdenziale, dove una comunicazione il più possibile corretta e trasparente gioverebbe invece sia in termini di disuguaglianza percepita sia di fiducia nel sistema. Non da ultimo, correda l’analisi del Decimo Rapporto, opportunamente esemplificata attraverso un efficace apparato grafico, una rassegna delle principali modifiche e novità legislative aggiornate al 2021.






