Ponendosi in scia ai due precedenti Quaderni di Approfondimento dedicati agli investimenti sostenibili, la terza edizione della pubblicazione “Le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani” propone un’indagine sulle strategie sulle strategie di sostenibilità e integrazione dei criteri ESG nei portafogli di Casse di Previdenza, fondi pensione negoziali e preesistenti, Fondazioni di origine Bancaria e Compagnie di Assicurazione, con l’obiettivo di indagare numeri e caratteristiche del processo di diffusione dei principi di investimento responsabile nel comparto del welfare italiano.
L’elaborato muove dunque le sue premesse dall’invio di un questionario di 58 domande, strutturato in 5 sezioni principali, cui corrispondono altrettante chiavi di lettura della survey: a. definizione della politica d’investimento SRI; b. pianificazione delle corrispondenti strategie; c. modalità di attuazione; d. valutazione e trasparenza; e. prospettive future, in relazione non solo all’impatto della pandemia e del conflitto russo-ucraino sulle prospettive di investimento, ma anche alla sempre più rilevante evoluzione del quadro normativo, con particolare, sebbene non esclusivo riferimento, all’attuazione del regolamento 2019/2088 SFDR. Come per le passate edizioni, introducono il questionario alcuni interrogativi che esplorano la gestione finanziaria tout court dei soggetti rispondenti (diversificazione degli investimenti, soddisfazione della performance finanziaria, asset allocation presente e futura, rapporto con eventuali advisor) così da delineare al meglio un sempre più numeroso campione di enti e società che, pur operando secondo schemi differenti, è di fatto rappresentativo dei più importanti player istituzionali del Paese.
In particolare, per quanto riguarda l’edizione 2023 del Quaderno, ancora una volta presentato in occasione del Forum ESG e sul Welfare Integrato Itinerari Previdenziali, il totale dei rispondenti si attesta a 123, con un discreto aumento rispetto ai 106 dello scorso anno. Nel dettaglio, hanno partecipato: tutte le 19 Casse di Previdenza dei liberi professionisti (con esclusione di ONAOSI), per un totale attivo rappresentato di oltre 97 miliardi; 36 Fondazioni di origine Bancaria (9 in più rispetto all’anno passato), con circa 36,6 miliardi di attivo, vale a dire il 77% del totale delle 86 Fondazioni bancarie italiane; 19 fondi pensione preesistenti e 28 negoziali, per un ANDP rispettivamente di 49 e 63,5 miliardi di euro (il 72% e il 97% dell’ANDP complessivo) e 21 Compagnie di Assicurazione, per un totale investimenti prossimo ai 300 miliardi, rappresentativo di circa il 42% del totale investimenti della classe C (rami Vita diversi dai prodotti Linked e rami Danni). Con questi presupposti, così come nei precedenti Quaderni, i risultati dell’indagine vengono prima analizzati e discussi in forma aggregata, per poi essere disaggregati a seconda della tipologia di investitore istituzionale preso in esame dall’indagine.
Indagine cui si affiancano – nel preciso intento di scattare una fotografia non solo quantitativa ma anche qualitativa – testimonianze e case history che raccolgono l’esperienza diretta di investitori, gestori e fabbriche prodotto sui temi della sostenibilità e della finanza SRI. Dal campione così investigato si ricava, per il quinto anno consecutivo, la sempre più consolidata sensibilità degli istituzionali italiani nei confronti degli investimenti ESG e in particolare della questione ecologica e ambientale. Una tendenza positiva che lascia tuttavia spazio anche ad ampi margini di miglioramento, soprattutto a causa della pressione esercitata sui soggetti rispondenti al doversi adeguare a una normativa sicuramente virtuosa, ma ancora giovane e in divenire.








