Il documento analizza l’andamento della spesa per prestazioni di invalidità civile (e dei connessi assegni di accompagnamento), che prescindono da ogni contribuzione e vengono erogate a titolo di assistenza dallo Stato, e di invalidità previdenziale, ovvero dei trattamenti che derivano da versamenti contributivi effettuati all’INPS in forza di un rapporto di lavoro, evidenziando un andamento nel tempo contrapposto sia in termini numero complessivo di trattamenti sia, di riflesso, anche in termini di oneri sostenuti.
Infatti, se, da un lato, tendono a decrescere le invalidità previdenziali, dall’altro si evidenzia un trend ascendente per le invalidità civili, oltretutto con un marcato discrimine territoriale, rappresentato in particolar modo dal Sud Italia, dove si registrano il 45% del totale delle invalidità civili e il 47,9% del totale di quelle previdenziali.
Allo scopo di comprendere a fondo il fenomeno e indagarne le cause, l’approfondimento ne chiarisce quindi i costi e le dimensioni, offrendo anche un quadro regionalizzato della distribuzione delle diverse tipologie di trattamento, per fare infine il punto sulle misure di contenimento della spesa per le invalidità civili. In tal senso, l’Osservatorio evidenzia in particolare come gli effetti di un eccessivo assistenzialismo si riflettano inevitabilmente sui conti pubblici, complice anche la non piena efficienza della macchina organizzativa e controlli spesso frammentati, quando non addirittura assenti: ad esempio, mentre l’accertamento del diritto alle prestazioni di invalidità previdenziale rientra nella piena competenza dell’INPS, la titolarità delle prestazioni di invalidità civile (di tipo assistenziale) resta in capo alle Regioni. Da cui, i diversi interventi legislativi volti ad affidare compiti maggiori all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con l’obiettivo, oltre di limitare la spesa, di evitare abusi e di assicurare uniformità sul territorio nazionale.
Ecco, dunque, che la pubblicazione mette infine in guardia dai rischi di maladministration – o meglio poor administration – della pubblica amministrazione, che renderebbero inefficaci i tentativi di sanificazione del sistema operati dal legislatore.







