A distanza di un anno dal primo studio sulla regionalizzazione dei bilanci INPS, il Rapporto si pone l’obiettivo di fornire al Paese e ai decisori politici un quadro di riferimento preciso sui flussi contributivi e sulle uscite per prestazioni calcolate per ogni singola regione. In quest’ottica, peculiarità del lavoro sta nel classificare entrate e uscite secondo la tecnica dei “flussi di cassa”, imputando per le entrate il luogo dove effettivamente viene svolta l’attività produttiva e per le uscite il luogo di residenza dei soggetti beneficiari delle prestazioni.
In particolare, grazie alla collaborazione del servizio statistico dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, questa seconda edizione – pubblicata nell’aprile 2001 dapprima su Il Nuovo e quindi su La Padania – aggiorna tutti i dati al bilancio INPS riferito al 1999, estendendo la serie storica al periodo 1980-1999.
Dall’analisi dei saldi regionalizzati così calcolati emerge una situazione in parziale miglioramento ma comunque di forte disequilibrio territoriale. Se in alcune regioni i disavanzi sono infatti diminuiti, va comunque rilevato come il fenomeno sia più evidente al Nord, a fronte viceversa del Mezzogiorno, dove continuano a concentrarsi le regioni con i passivi più rilevanti.







