Redatto dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali con il patrocinio della Camera dei Deputati, il documento rappresenta l’ideale continuazione dei cinque Rapporti su “La regionalizzazione del bilancio statale”, curati dal Professor Alberto Brambilla e pubblicati tra il 2000 e il 2005. Obiettivo della pubblicazione è quello di fornire un quadro del sistema pensionistico italiano per singola Regione, offrendo così ulteriori spunti di riflessione, rispetto a quanto già contenuto nei Rapporti sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano, per la corretta comprensione del tema “pensioni e assistenza”.
Nel dettaglio, e con l’obiettivo di fornire innanzitutto una ripartizione territoriale di entrate contributive e uscite per prestazioni (previdenziali e assistenziali), il documento analizza i bilanci INPS (dal 2011 anche Ipost e dal 2013 ENPALS) per il periodo dal 1980 al 2015, quelli delle Casse privatizzate dei liberi professionisti (dal 1999 per alcune e dal 2001 per altre), mentre restano esclusi quelli delle gestioni ex INPDAP per i quali sono state realizzate stime ai fini dell’incidenza dei saldi previdenziali sul debito pubblico. Il processo di regionalizzazione è stato realizzato tramite l’analisi dei flussi di cassa, ossia contabilizzando le entrate contributive per luogo di lavoro e le uscite per prestazioni per luogo di residenza del beneficiario.
La scansione così realizzata, peraltro prevista dal regolamento comunitario noto come “Sec 95” che impone agli Stati membri, a partire dal 1995, l’elaborazione di statistiche regionali), consente di cogliere una serie di problematiche che, se risolte con un occhio di riguardo nei confronti delle specifiche esigenze delle diverse realtà territoriali del nostro Paese, potrebbero portare ampi benefici all’intero sistema pensionistico evitando la tentazione di continue – e inutili – riforme.






