Fondi pensione aperti, perché aspettarsi all'orizzonte un biennio positivo

Malgrado l'alone di incertezza che ammanta i mercati finanziari, al momento molti analisti sono cautamente ottimisti circa l'andamento della previdenza complementare nel prossimo biennio: le possibili prospettive per gli aderenti ai fondi pensione aperti

Leo Campagna

Parte in positivo il 2024 dei fondi pensione aperti. In base alle performance disponibili nel Comparatore dei Fondi Itinerari Previdenziali, nel mese di gennaio appena concluso hanno registrato un guadagno medio del +0,4%. Tuttavia, mentre le linee azionarie hanno terminato il primo mese del 2024 a quota +1,4%, quelle obbligazionarie hanno accusato un arretramento medio mensile dello 0,2%. Anche allargando l’orizzonte all'ultimo biennio, permane il divario tra i rendimenti medi dei comparti azionari (+3,8%) rispetto a quelli obbligazionari (-4,9%). Le cose però potrebbero cambiare nei prossimi due anni: scopriamo perché.

Sono in molti, tra economisti, strategist e asset manager a ritenere che quello che l’economia e i mercati finanziari prospettavano l’anno scorso possa valere quest’anno. E cioè un recessione schivata ma non ancora archiviata, un’inflazione in calo ma con ancora possibili violenti colpi di coda, margini e utili aziendali in contrazione. In realtà, una sola cosa sembra praticamente certa: sia quest’anno che anche il 2025 sarà caratterizzato dai tagli dei tassi. Probabilmente avranno tempistiche e dimensioni diverse  da quelle che i mercati incorporano oggi e dipenderanno strettamente dall’andamento dell’economia e dell’inflazione. In parallelo, anche la politica fiscale dovrebbe mantenersi nel solco dell’espansione a prescindere dall’esito delle pur importanti elezioni in Europa e, soprattutto, negli Stati Uniti.

Se questo è lo scenario all’orizzonte, la tendenza rialzista dei mercati azionari e obbligazionari potrà proseguire a meno soltanto di significative sorprese negative. Un riacutizzarsi momentaneo dei prezzi al consumo non riuscirà a scalfire la convinzione del mercato circa il trend disinflazionistico di medio periodo. Un modesto rallentamento della crescita, causato da un'eventuale riduzione del ciclo economico, tenderà a ridurre i tassi di lungo termine rafforzando le obbligazioni di qualità e a sostenere le valutazioni dell’azionario anche in caso di un contenimento della crescita degli utili aziendali. 

Certo, le tensioni geopolitiche (guerra in Ucraina, conflitto in Medio Oriente e, soprattutto, la sfida per la leadership mondiale tra Washington e Pechino) possono sfociare in qualsiasi momento in uno scenario molto più preoccupante per le economie globali. Resta però il fatto che, al momento, ci sono parecchie chance che il prossimo biennio possa riservare gradite performance agli aderenti ai fondi pensione e, questa volta, sia per i comparti azionari sia per quelli obbligazionari. 

Leo Campagna

23/2/2024 

 
 

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