Povertà educativa e povertà economica: gli interventi delle Fondazioni bancarie

Annual Meeting dedicato alle Fondazioni di Origine Bancaria

In un mondo che cambia, in un’Italia che tende a una migliore coesione sociale, la “povertà educativa” è certamente un freno allo sviluppo, a politiche economiche efficaci e a una società più coesa, meno astiosa e capace di comprendere i diritti ma anche i doveri.

Tra le molte sfide che ci attendono dunque, la povertà educativa, tema prospettato e lanciato con vigore e lungimiranza dalle Fondazioni di Origine Bancaria, è forse la sfida più importante per i prossimi anni. A “povertà educativa”, aggiungeremmo anche “sociale” perché è spesso nella carenza o incapacità di interrelazioni individuali e sociali, nella non conoscenza del bene comune e nel non rispetto dei diritti civici e degli altri che si cade nella povertà. Con “povertà educativa e sociale” intendiamo dunque la mancanza di educazione civica, istruzione, conoscenze e competenze che aumentano le disuguaglianze economiche e non permettono la piena realizzazione personale e inclusione sociale. La povertà educativa dipende dai livelli di scolarizzazione (l’alta percentuale di abbandono scolastico, 14%, ci relega quintultimi in Europa) e dal tessuto sociale in cui si vive, ma anche l’elevato assistenzialismo e il disinteresse dei cittadini e della politica producono scarso senso di responsabilità in un circolo poco virtuoso che si autoalimenta.

Siamo sicuri che le risposte date finora dalla politica solo in termini di nuove prestazioni (social card, quattordicesima mensilità REI, reddito di cittadinanza e sussidi vari) siano quelle giuste? A vedere i dati parrebbe di no. La spesa per assistenza è più che raddoppiata negli ultimi 10 anni, ma la povertà educativa, se possibile, è addirittura aumentata. Destiniamo oltre il 54% della spesa totale a politiche sociali (battiamo persino la Svezia), ma i livelli culturali e sociali non sono migliorati. Quella culturale è dunque la prima sfida che si deve affrontare perché, come affermano le Fondazioni di Origine Bancaria, La povertà economica è spesso causata dalla povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione”.

L’evento, a loro in particolar modo dedicato, si propone di fornire un percorso di riflessione e approfondimento di alto livello sia sulla situazione economica del Paese sia su quella sociale, inevitabilmente intrecciata alla prima. Nei due giorni di incontro, il meeting sarà dunque suddiviso in due momenti: la presentazione dei quadri generali macroeconomici e finanziari (con focus su Unione Europea, scenari geopolitici e storico-economici, prospettive di breve-medio termine) a cura dei policy makers e il confronto sui possibili scenari di investimento dei patrimoni fondazionali nelle diverse asset class e il loro potenziale in termini di ritorni economici e i riflessi sullo sviluppo del sistema Italia.  Al termine di ogni sessione è previsto inoltre un momento di scambio e approfondimento con domande sui temi trattati e riflessioni sul tema conduttore del convegno. Gli interventi a cura di Acri forniranno le linee guida per il dibattito.

Obiettivo dell'incontro è dunque quello di orientarsi verso funzioni apicali, politiche d’indirizzo e di struttura funzionale, nonché di rivolgersi ai responsabili investimenti e finanza delle Fondazioni, chiamati a scelte di politica sociale e di investimento sempre più complesse in un mondo ormai interdipendente.

Il convegno è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni scrivere a info@itinerariprevidenziali.it

 

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