I nuovi scenari economici per gli investitori: mercati, BCE e UE

Convegno di Primavera

Prima sessione - Dopo il QE e prima delle elezioni europee 

La prolungata fase di intervento di politica monetaria “accomodante” della BCE con il QE è terminata e a breve scadrà anche il mandato di Mario Draghi. La ripresa economica consolidatasi nel 2017 pare perdere consistenza, forse anche per le turbolenze internazionali dovute sia ai dazi sia a questioni geopolitiche mentre l’inflazione armonizzata europea si attesta attorno al 2%. Si aprono quindi nuovi scenari con i quali gli investitori istituzionali sono chiamati a confrontarsi.

In questo nuovo contesto, si cercherà di rispondere alle domande chiave relative agli scenari economici e finanziari previsti per il 2019: saranno confermati a livello europeo e italiano? La conclusione del QE e le future elezioni europee, che potrebbero cambiare gli equilibri politici e la composizione stessa del Parlamento e della Commissione, quali impatti potranno produrre per gli asset attualmente in gestione e quali strategie di investimento risulteranno più in linea con le nuove condizioni del mercato monetario e obbligazionario? Quali riflessi sull’andamento dei tassi di interesse e sui mercati azionari? Proseguirà la “virtuosa” pratica degli investimenti ESG e SRI e quelli in economia reale? 

Seconda sessione - Elezioni europee: quali riflessi sull'economia e i mercati finanziari? 

Ci approssimiamo alla data delle elezioni europee. Nei 27 Stati membri si voterà tra il 23 e il 26 maggio 2019, in base alla data scelta da ogni singolo Paese, mentre lo scrutinio delle schede elettorali inizierà contemporaneamente per tutti i Paesi a partire dalle ore 23 di domenica 26 maggio.

Il Parlamento Europeo è composto da 2 partiti principali: il Partito Popolare Europeo (PPE), di centrodestra, con oltre il 29% dell’assemblea, e il Gruppo dei Socialisti e Democratici (SeD), di centrosinistra, con il 25% dei seggi. Questi due gruppi, che sono tradizionalmente in una grande coalizione, hanno impresso finora l’indirizzo alla politica europea, condizionando anche le altre Istituzioni UE. Ci sono poi la sinistra, rappresentata da diverse sigle - il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali (ALDE) - e la destra con tre diversi gruppi politici euroscettici: i Conservatori e Riformisti europei (ECR), composto dai conservatori britannici e da deputati di diversi partiti di estrema destra, che perderà la componente UK; il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD), composto da UKIP, che lascerà anch’esso il parlamento, e dal Movimento 5 Stelle e Alternative für Deutschland; infine, il Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF), rappresentato principalmente dal Rassemblement National e dalla Lega.

Cambieranno, e se sì come, gli equilibri politici? E quali riflessi potranno avere sulle istituzioni europee con particolare riferimento alle politiche economiche e alla BCE?

Il convegno è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni scrivere a info@itinerariprevidenziali.it