PIP, se l'obbligazionario è la vera alternativa alla liquidità

Tensioni geopolitiche e scenari incerti potrebbero spingere gli investitori a preferire la liquidità: se gli attuali rendimenti premiano in effetti questa scelta, alla lunga potrebbero però lasciarsi preferire le obbligazioni...

Leo Campagna

L’investimento in strumenti monetari euro a breve termine da inizio anno al 31 agosto avrebbe fruttato il 2,17% (indice JPMorgan EMU Cash - 6 mesi), praticamente senza correre alcun rischio. Negli stessi otto mesi, le linee obbligazionarie dei PIP hanno realizzato un rialzo medio inferiore al punto percentuale, come emerge dalle performance medie delle unit linked collegate ai PIP censiti dal Comparatore dei Fondi Itinerari Previdenziali. 

Inflazione elevata, tensioni geopolitiche, fallimenti bancari e persistenti timori di recessione rendono lo scenario fortemente incerto e gli investitori potrebbero continuare a preferire la “liquidità” che offre rendimenti che non si vedevano da oltre un decennio. Una scelta che potrebbe tuttavia rivelarsi dannosa: perché l’analisi storica evidenzia che, con l’avvicinarsi del picco dei cicli dei tassi a livello mondiale, i rendimenti degli strumenti più liquidi diminuiscono rapidamente dopo il picco del tasso sui Fed Fund. Negli ultimi cinque cicli, il rendimento del J.P. Morgan Cash Index USD 3 mesi ha evidenziato in media una diminuzione del 2,2% a distanza di 18 mesi dall’ultimo rialzo della Federal Reserve statunitense. Solitamente, infatti, le Banche Centrali tendono a tagliare i tassi per cercare di frenare il rallentamento dell'economia. Gli investitori posizionati in strumenti altamente liquidi subiscono pertanto un rapido calo dei rendimenti in questa fase del ciclo.

In parallelo, la fine di un ciclo di rialzi dei tassi favorisce le obbligazioni. Dopo il picco di un ciclo di rialzi, si assiste in media a una performance migliore delle obbligazioni di alta qualità rispetto agli investimenti altamente liquidi. Nell’arco di un periodo di tre anni, l’indice Bloomberg US Corporate Bond (rappresentativo dei bond di alta qualità) ha sovraperformato del 16% il J.P. Morgan Cash Index USD 3 mesi.

Certo, occorre vedere quali saranno gli scenari futuri. Sembra però che possa prevalere una prospettiva positiva per le obbligazioni di alta qualità. Nel primo scenario, l’economia rimane resiliente e le Banche Centrali mantengono i tassi più elevati più a lungo. In questo caso, gli investitori obbligazionari continueranno a beneficiare degli attuali rendimenti elevati e del premio offerto rispetto alla liquidità. Nel secondo scenario, al contrario, l’economia entra in una profonda recessione e le Banche Centrali reagiscono con tagli dei tassi aggressivi. In questo contesto, la discesa dei tassi fornirebbe ulteriore sostegno ai rendimenti obbligazionari che beneficerebbero anche di un cospicuo guadagno in conto capitale. Non si può tuttavia escludere un terzo scenario nel quale si materializzi una nuova accelerazione dell’inflazione, che potrebbe determinare un rialzo dei tassi e un ampliamento degli spread. Tuttavia, le probabilità che quest'eventualità si realizzi appaiono più remote. 

Gli investitori hanno pertanto l’opportunità di assicurarsi gli attuali livelli di rendimento che non si vedevano da almeno un decennio nell’obbligazionario e, inoltre, trarre potenzialmente beneficio da futuri tagli dei tassi. Per contro, gli investimenti in liquidità potrebbero andare incontro a un ciclo di rendimenti in discesa nei prossimi anni. 

Leo Campagna

22/9/2023

 
 

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