Transizione ecologica, fondi europei e nuovi investimenti

Convegno virtuale

Uno dei grandi temi che sarà al centro delle iniziative di investimento per il Paese nei prossimi anni è certamente la transizione ecologica, declinata nelle sue diverse accezioni, ma non solo. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza pone infatti l’accento e la propria visione di futuro su molte questioni che mancavano dall’agenda politica ormai da troppo tempo. Accanto infatti alle due “missioni” principali quali digitalizzazione, innovazione, competitività da una parte, e rivoluzione verde e transizione ecologica dall'altra, una consistente quota di investimenti e riforme sarà dedicata alle infrastrutture per la mobilità sostenibile, all’istruzione e la ricerca, all’inclusione sociale e ovviamente alla salute.

I vari programmi di spesa che verranno finanziati dall’Europa, ma anche dal fondo complementare nazionale, potranno attrarre inoltre l’ulteriore investimento dei player istituzionali. Infatti, sempre di più e con differenti modalità, Fondi Pensione, Casse di Previdenza, Fondazioni di origine Bancaria e Compagnie di Assicurazione investono in strumenti finanziari focalizzati proprio su questi temi. Investimenti alternativi che non solo vengono utilizzati per conseguire un maggiore rendimento atteso nell’epoca dei tassi zero, ma anche per ottenere ricadute concrete su ambiente e società e, in generale, orientate a quella che viene definita economia reale.

Economia reale che nella sua accezione più ampia significa nuovi posti di lavoro, internazionalizzazione, sostegno alla piccola e media imprenditoria, sviluppo economico e sociale: sintetizzando, il rilancio del Paese. Infatti, sia i fondi a vocazione ESG e a impatto sociale sia quelli più propriamente dedicati a una generalizzata trasformazione digitale e tecnologica, all’efficientamento energetico e alle nuove infrastrutture sociali e abitative contamineranno molteplici ambiti economici e produttivi. Le differenti proposte, che sono già presenti sul mercato e che caratterizzeranno sempre di più l’offerta di prodotto, potranno essere le nuove soluzioni di investimento verso le quali gli attori del welfare mix potranno indirizzare quote crescenti dei loro patrimoni.

I fondi nazionali ed europei per una transizione green e digitale, uniti ai nuovi investimenti istituzionali che producono ricadute sociali, potranno essere finalmente la formula di “collaborazione pubblico-privato” che consentirà di rilanciare l’economia del Paese nel prossimo decennio.

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