Torna l'inflazione e inizia il tapering monetario: quali conseguenze per i patrimoni istituzionali?

XVI Itinerario Previdenziale

Dopo un 2020 condizionato negativamente dalla più grande pandemia verificatasi negli ultimi cento anni che per il nostro Paese ha causato una perdita di PIL (-7,8%), di occupazione e di crescita e con mercati finanziari internazionali in forte calo, il 2021, grazie anche alla campagna vaccinale, ha segnato una forte ripresa economica con PIL reale a + 6,6% e occupazione in forte recupero che ha quasi raggiunto i livelli del 2019. La robusta ripresa nazionale e mondiale ha prodotto forti tensioni sui prezzi, aggravate, per l’Italia, dall’eccessiva dipendenza energetica e dalla discutibile politica dei bonus che ha contribuito a una folle corsa agli acquisti di materie prime sempre meno disponibili provocando ulteriori aumenti spesso speculativi dei prodotti energetici.

La guerra scatenata dall’autocrate Putin il 24 febbraio scorso con l’invasione dell’Ucraina ha incrementato l’inflazione: 6,7% per l’Italia, 7,9% negli USA, 6,2% nell’area UE, e contestualmente ha ridotto le aspettative di crescita (per l’Italia PIL dal 4,3% al 2,1%) con il rischio di tornare a un periodo di stagflazione e nuove fibrillazioni dei mercati come è successo nella prima grande crisi petrolifera del 1973. Finora, grazie alle politiche della FED e della BCE, i rendimenti dei titoli di Stato si sono mantenuti su livelli prossimi allo zero o addirittura negativi per le scadenze brevi: a gennaio del 2021 il BTP decennale rendeva lo 0,65% ma, nel giro di breve tempo, è aumentato all’1,39% il 28 gennaio 2022 mentre nelle ultime aste veleggia intorno al 3%. Un aumento del 370% circa e uno spread (ce ne eravamo dimenticati), intorno ai 200 punti base, il valore più alto degli ultimi 24 mesi. Questa situazione ha accelerato la progressiva riduzione delle politiche monetarie accomodanti di FED e BCE: la prima ha infatti avviato la stretta monetaria aumentando i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione del FOMC a marzo e di 50 in quella di maggio, proiettando così il livello dei tassi di interesse tra l’1,5% e il 2% entro la fine del 2022; più graduale invece il percorso della BCE che prevede un piano di riduzione degli acquisti netti mensili nel quadro del PAA prevedendo di concluderli nel terzo trimestre, momento da cui potrebbero iniziare i ritocchi anche sui tassi di interesse. Dopo il consistente recupero del 2021 anche i listini azionari stanno soffrendo a causa del moltiplicarsi dei diversi fattori di rischio, segnando da inizio anno performance negative sulle principali borse: FTSE MIB -12,12%, EUROSTOXX -13,4%, S&P -11,13%, NASDAQ -25,3%.

Poiché l’inflazione non sarà temporanea e le banche centrali si sono già mosse in direzione di una forte riduzione degli acquisti di titoli e un aumento dei tassi di interesse, tutto ciò richiede agli operatori di mercato una attenta sorveglianza e revisione dei loro piani di investimenti mirati alla conservazione e al rafforzamento patrimoniale. Operazione che, vista l’alta volatilità dei mercati esposti a rischi geopolitici accentuati dalla guerra e dalle giuste sanzioni, dal punto di vista finanziario è sempre più complessa ma che gli investitori istituzionali sono chiamati ad affrontare. Fondi Pensione e Casse di Previdenza si trovano, come gli altri operatori, a dover fare i conti con tutte queste variabili che inevitabilmente influenzano le loro strategie di investimento. Nonostante da investitori istituzionali di lungo periodo siano meno soggetti alle fluttuazioni di breve termine, anche per il ruolo sociale che assolvono, è necessario che ricerchino rendimenti attesi stabili nel tempo a fronte di un livello di rischio coerente con la loro mission

Il XVI Itinerario Previdenziale sarà l’occasione per raccogliere e mettere a fattor comune, in un confronto di alto livello tra tutti gli attori coinvolti, non solo le aspettative e le prospettive future, ma anche le possibili soluzioni per affrontare un’altra delicata fase economica e finanziaria che coinvolge direttamente l’attività di investimento degli investitori istituzionali.

 

Il meeting è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni scrivere a info@itinerariprevidenziali.it