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Occupazione e mercato del lavoro, quali scenari dietro i numeri da record?

Mara Guarino

Gli ultimi dati Istat sull'occupazione descrivono un mercato del lavoro in piena ripresa dopo COVID-19 ma sempre sofferente nel confronto con gli altri Paesi europei: secondo l'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, tensioni geopolitiche, inflazione e mancato incontro tra domanda e offerta i fattori che più incideranno sul secondo semestre dell’anno

Grandi dimissioni ed effetti sulle pensioni: quanto pesa la fuga dal lavoro?

Alberto Brambilla

Nonostante i bassi livelli di occupazione, crescono anche in Italia le dimissioni volontarie (per quanto con cifre non così eclatanti come quelle descritte dai media), mentre si fa sempre più grave il divario tra i posti offerti dal mercato e i lavoratori potenziali: lo specchio di un Paese che deve ridurre la spesa per assistenza e migliorare le proprie politiche attive per il lavoro se vuole evitare il default
 

Un welfare generoso ma vulnerabile (non solo a COVID-19): perché separare previdenza e assistenza

Michaela Camilleri e Mara Guarino

Sempre più insostenibile il costo delle attività assistenziali a carico della fiscalità generale, che sale a 144,748 miliardi di euro: dal 2008 l'incremento strutturale è stato di oltre 41 miliardi, di 3 volte superiore all'incremento della spesa per pensioni. Dal Nono Rapporto Itinerari Previdenziali, ancora una volta, dati che certificano l'enorme peso dell'assistenza sul sistema di protezione sociale italiano

Mercato del lavoro, occupati e assistiti

Alberto Brambilla

Il mercato del lavoro post COVID-19 continua a offrire incoraggianti segnali di ripresa: il mismatch tra domanda e offerta, sia sulle posizioni più tecniche sia su quelle meno qualificate, rischia però di compromettere le opportunità del PNRR. Ecco perché, numeri alla mano, all'Italia servono più politiche attive e meno assistenzialismo
 

Occupazione, per il mercato del lavoro italiano il peggio deve ancora venire

Alberto Brambilla e Claudio Negro

Allo "scadere" del blocco dei licenziamenti e della CIG con causale COVID, tenuto conto anche delle crescenti difficoltà degli autonomi per chiusure e lockdown, è probabile che l'Italia possa contare un milione di disoccupati in più: impossibile sussidiarli a lungo, fondamentale allora indirizzare le risorse europee verso nuove politiche attive del lavoro