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La "grande truffa" del cuneo fiscale

Alberto Brambilla

Quello fiscale grava quasi del tutto sui redditi dai 35mila euro in su, quello contributivo non si può ridurre senza fare ulteriore debito (o impoverire le pensioni): ecco perché quello sul cuneo è un dibattito gettonato ma sterile. Eppure, le alternative per aumentare i salari dei lavoratori, e in modo sostenibile, non mancano...

Il problema dei salari italiani

Alberto Brambilla e Claudio Negro

Nel confronto con l'Europa a soffrire in Italia sono soprattutto le retribuzioni di fascia più alta, con il grosso dei salari distribuito abbastanza uniformemente in una fascia centrale medio-bassa: colpa anche di un sistema contrattuale vetusto, più propenso alla ricerca di sgravi fiscali che di stimoli per la produttività
 

IRPEF, un conto da oltre 172 miliardi (e a pagare sono i soliti noti)

Mara Guarino

Presentato l'Osservatorio Itinerari Previdenziali dedicato all'analisi delle dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF: mentre si discute di come ridurre ulteriormente il carico fiscale che grava sulle loro spalle, il 78,82% degli italiani dichiara redditi fino a 29mila euro, corrispondendo solo il 28,36% di tutta l'IRPEF, un'imposta neppure sufficiente a coprire la spesa per le principali funzioni di welfare
 

Costo del lavoro e riforma fiscale: le alternative per ridurre il cuneo

Alberto Brambilla

Il taglio delle tasse per i redditi più bassi, senza diminuzione della spesa, rischia di riversarsi su quel 21% di lavoratori che dichiara più di 29mila euro l'anno e che, con la propria IRPEF, sostiene il sistema di protezione sociale italiano: contrasto di interessi, welfare aziendale e detassazione di premi o aumenti salariali le soluzioni per ridurre il cuneo fiscale e contributivo in modo più equo